Non si fermano le stragi in Iraq Bush: "Non ci intimidiscono"
Postato il Martedì, 28 ottobre @ 20:14:53 CET di xxx
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Al pianto dei funerali delle oltre 40 vittime della carneficina di lunedì a Baghdad si mescola l'orrore per i nuovi attentati. I Feddayn di Saddam hanno colpito duro a Falluja, circa 60 km ad ovest della capitale. Di nuovo un autobomba, e di nuovo un kamikaze al volante del furgone esploso, anche se...
alcune fonti sostengono che l'ordigno questa volta potrebbe essere stato attivato con un comando a distanza. Cambia poco nella sostanza che cinicamente ci presenta un altro crudo bilancio di sangue: 6 morti, tra cui anche alcuni bambini che frequentavano le lezioni in una scuola a poche decine di metri dalla solita caserma di polizia, obiettivo dell'attacco. Come già lunedì a Baghdad, dove se la prima autobomba ha colpito la sede del comitato internazionale della Croce Rossa, le altre 4 hanno investito altrettante caserme di poliziotti. Insieme ai marines sono diventati gli agenti iracheni, il bersaglio preferito nel mirino dei guerriglieri che li considerano traditori al servizio delle truppe d'occupazione americane.
Ma neanche a Baghdad si spegne il fuoco dei Feddayn che dopo aver ucciso nella notte in un agguato a colpi di pistola il vice sindaco della capitale hanno massacrato con un razzo anticarro un soldato americano, il 121esimo da quando lo scorso primo maggio il presidente Bush proclamò l'ufficiale quanto irrealistica fine delle ostilità. Il presidente americano si è presentato davanti alle telecamere in evidente difficoltà di fronte un’opinione pubblica ogni giorno più sfiduciata rispetto agli esiti di questa campagna bellica (ben il 57% degli americani -secondo l'ultimo sondaggio- sarebbe favorevole ad un ritiro parziale dall'Iraq).
"Gli attacchi terroristici di questi giorni non ci intimidiscono - ha risposto Bush - e continueremo a batterci al fianco dei coraggiosi iracheni che lottano per la democrazia. I terroristi, nostalgici del vecchio regime assistiti da nuclei di combattenti stranieri -precisa il presidente- vogliono provocare il caos sperando di farci abbandonare l'Iraq, ma noi resteremo a concludere il lavoro per restituire fiducia e libertà a questo popolo martoriato da decenni di dittatura".
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