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sanità in lombardia

24 giugno 2012 in Cronaca

foto Ansa

16:43 – Sale a cinque il numero degli indagati per corruzione nell’inchiesta sul giro di fondi neri e di consulenze fittizie in Lombardia legati alla Maugeri. Dopo il presidente della Regione Roberto Formigoni,  compare anche il direttore generale dell’assessorato regionale alla Sanità, Carlo Lucchina. A riportarlo è il Corriere della Sera. Nella ‘lista’ anche  Antonio Simone e il direttore della Fondazione, Costantino Passerino.

Sarebbero tutti implicati nell’inchiesta della Procura di Milano sui 70 milioni di euro che il polo privato della sanità Fondazione Maugeri ha pagato negli anni al consulente-mediatore Pierangelo Daccò che, riporta il Corriere, avrebbe sfruttato “la conoscenza personale con Formigoni per accreditarmi con i clienti”, per “aprire porte in Regione” e “muovere nell’ente pubblico le leve della discrezionalità” nella lucrosa partita delle “funzioni non coperte da tariffe prestabilite”. Un’operazione da 1 miliardo l’anno, circa il 7% del bilancio della Sanità.

I regali rifiutati
La presenza di Lucchina nel filone corruzione è una sorpresa: finora, riporta il quotidiano, almeno stando agli atti depositati, mai nessun teste e nessun documento hanno indicato Lucchina come beneficiario di tangenti e favori. Anzi lo stesso Daccò, per spiegare i 70 milioni di euro pagatigli dalla Maugeri, aveva sempre descritto Lucchina come una vittima delle sue “insistenze”, un dirigente che aveva persino rifiutato banali regali pasquali: “E poi Lucchina al limite mi dirottava perché non ne poteva più… Anche a lui davo un pacco a Natale e una colomba a Pasqua, addirittura c’è stato un anno o forse due che li ha rifiutati, perché c’era aria che non si poteva più dare il pacco con dentro il vino, i fichi secchi, il panettone. Me l’ha mandato indietro due anni”.

Il direttore generale dell’assessorato alla sanità sarebbe però estraneo all’ipotesi di reato che coinvolge Formigoni e gli altri tre, cioè di finanziamenti illeciti ai partiti per le elezioni regionali del 2010.

Provvedimenti sotto analisi
Secondo il Corriere, l’iscrizione di Lucchina nel registro degli indagati indica che gli inquirenti si stanno concentrando sui provvedimenti amministrativi con il quali il Pirellone (e in particolare proprio gli uffici di Lucchina) avrebbe favorito gli interessi del polo Maugeri. L’impressione è che ad analizzare dall’interno i passaggi con i quali sono stati costruiti questi provvedimenti stia in parte contribuendo anche Passerino, il direttore generale della Maugeri arrestato il 13 aprile.

Lucchina già indagato per un’altra inchiesta sanità
Una settimana fa, riporta ancora il quotidiano di via Solferino, Lucchina era stato già indagato dalla Procura di Milano per una diversa inchiesta sulla sanità: insieme a direttori di aziende ospedaliere, medici e quadri di aziende private come General Electric e Telecom era stato uno dei 28 perquisiti dalla Gdf per le ipotesi di reato di “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” e “associazione a delinquere” per presunte irregolarità nell’assegnazione dei progetti di sperimentazione clinica finanziati dalla Regione.

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