Goran Bregovic in concerto per i bambini del Cesvi
22 maggio 2012 in Cult
Di Elisabetta Burba
La canzone “Bella ciao” reinterpretata in chiave balcanica dal musicista Goran Bregovic, un alpino ottantenne che ballava con un gruppo di ragazzi, il comico Claudio Bisio che duettava in modo surreale con un attivista boliviano… È stata una serata fusion, quella organizzata il 21 maggio dall’ong Cesvi al teatro Donizetti di Bergamo per celebrare il premio Takunda.
Giunto alla sua ottava edizione, il riconoscimento è dedicato a Takunda: il primo bambino dello Zimbabwe nato sano nel 2001 da madre sieropositiva, diventato simbolo di quella solidarietà efficiente che il Cesvi vuole promuovere. Per farlo ha istituito il premio, che quest’anno ha avuto come tema i diritti dell’infanzia e la lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Fra i premiati, l’alpino ballerino Franco Pini (che in Kenya ha costruito un ospedale, un acquedotto, una scuola, un centro commerciale e una trattoria) e l’attivista boliviano Santiago Rodriguez (che, avendo iniziato a lavorare a sei anni, ora si batte contro il lavoro minorile), oltre a organizzazioni come Sos Villaggi dei bambini, Ciai ed Ecpat Italia.
Ma il clou della serata, presentata dalla giornalista Cristina Parodi con una schiena osée, è stato il concerto di Goran Bregovic, il leggendario compositore nato a Sarajevo da madre serba e padre croato le cui canzoni hanno fatto da colonna sonora ai film di Emir Kusturica e più in generale alle guerre balcaniche degli anni Novanta.
Con la sua “Orchestra per matrimoni e funerali” (e un divertito sorriso sulle labbra), Bregovic ha infiammato l’austero teatro Donizetti, al gran completo con 1180 persone in platea e nei palchi. Al motto di «Se non diventi pazzo, non sei normale», il musicista ha inebriato la platea con un tripudio di suoni, ritmi, contaminazioni e suggestioni balcanico-gitane.
La sferzata di energia selvaggia ha travolto giovani alternativi e compassati manager, madri di famiglia e adolescenti con il piercing, che hanno resistito poco al richiamo onirico delle sonorità slave. A pochi minuti dall’inizio del concerto, in parecchi hanno iniziato a farsi trascinare dagli accordi serbo-croati, battendo mani e piedi e accennando timidi movimenti sulle strette poltrone del teatro. Ma sono stati i brani più celebri, come “Mesecina” ed “Ederlezi”, a far scatenare il pubblico.
Il trionfo è arrivato con “Kalashnikov”: l’amatissimo pezzo ha trascinato a ballare metà della gente in sala sotto il palco e fra i corridoi. Molto partecipata anche “Bella ciao”: Bregovic ha annunciato che la inserirà nel suo prossimo album.
- redazione
- Martedì 22 Maggio 2012
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