Il nuovo Ceo di Nokia, Stephen Elop (a sinistra) accanto al chairman della società Jorma Ollila (AP Photo/Lehtikuva, Markku Ulander)
È ufficialmente iniziata la nuova era di Nokia. La società, in caduta libera da circa quattro anni (dall’uscita dell’iPhone, giusto per tracciare una linea), ha infatti ufficializzato la partnership strategica con Microsoft per l’utilizzo delle licenze di Windows Phone sui suoi telefonini di nuova generazione.
La decisione del board di affidare il timone della società a Stephen Elop, ex manager Microsoft, non era dunque casuale. Nokia sognava già da tempo una santa alleanza con Redmond, ed Elop era evidentemente l’uomo giusto per guidare l’operazione.
Ci ha impiegato cinque mesi il nuovo Ceo a traghettare una nave che stava affondando, anzi in fiamme, per usare parole sue, verso un nuovo mondo: quello di Windows Phone, appunto, il sistema operativo lanciato da Microsoft lo scorso anno e che oggi costituisce la piattaforma software di alcuni smartphone marchiati Lg, Samusng e Htc.
Symbian, lo storico OS che ha fatto la fortuna (prima) e la sventura (poi) del colosso scandinavo, non sarà più quindi l’anima ufficiale del marchio. Ma non verrà gettata alle ortiche. La società fa sapere che rimarrà in franchise, un modo un po’ sofisticato per dire che non conviene disfarsi di un sistema operativo che ha comunque la più grande base d’installato al mondo (circa 200 milioni di utenti).
Quanto a MeeGo, il progetto creato in collaborazione con Intel, diventerà l’anima open source dei programmi della società, ma per vedere qualcosa di concreto dovremo attendere la fine dell’anno.
Ma quali sono gli scenari che vengono ad aprirsi alla luce di questo accordo? Difficile dirlo, non fosse altro per la volubilità mostrata dal mercato della mobilità negli ultimi tempi: del resto, solo qualche anno fa chi avrebbe mai immaginato che Nokia e Symbian avrebbero perso un primato che sembrava inattaccabile a favore di una realtà completamente nuova (Android)?
Sulla carta, comunque, la scelta di Nokia di allearsi con Microsoft appare in questo momento la più sensata e non solo per i buoni rapporti che sono sempre intercorsi fra le due società. Windows Phone non è una scommessa ma un’alternativa concreta ad Android ed iOS, per quanto le vendite stentino ancora a decollare.
Certo, per Nokia è come ammettere tutti gli errori commessi in questi ultimi anni. Ma forse il vero problema non è aver tagliato i ponti con Symbian ma aver aspettato così tanto prima di prendere una decisione. Nel mercato degli smartphone, lo abbiamo detto più volte, la componente software è diventata preponderante e Nokia – come ha sottolineato lo stesso Elop – non è stata in grado di presentare un’alternativa all’iPhone nemmeno dopo quattro anni dalla sua uscita.
Lasciando a Microsoft il compito di sviluppare software, il colosso finlandese si sgrava di un compito non indifferente. La società dal canto suo ha la tecnologia (hardware) e la brand reputation per completare il quadro e portare sul mercato dispositivi di successo. Smartphone, tanto per cominciare, e poi magari tablet, chissà.
Si tratterà in ogni caso di dispositivi che utilizzeranno Bing come motore di ricerca e le mappe di Nokia. Quanto alle applicazioni ci sarà presumibilmente una convergenza fra i due attuali ecosistemi: Windows Market Place da un lato, Ovi Store dall’altro.
Più in generale, potremmo dire che se per Microsoft si tratta di un altro produttore di grido entrato nella scuderia Windows Phone, per Nokia l’obiettivo è tornare a recitare un ruolo da protagonista, specie nel segmento medio-alto del mercato, laddove Apple e Google stanno dettando legge.
La società però fa sapere che “non è appropriato” in questo momento fare stime di vendita a breve termine, giacché ci saranno almeno due anni di transizione. Dal 2013, però, la situazione dovrebbe sbloccarsi: ci si aspetta una crescita maggiore rispetto alla media di mercato, con un margine operativo superiore al 10%.
Il primo risultato, per il momento non incoraggiante, lo ha fornito nel frattempo la Borsa di Helsinki, dove il titolo Nokia ha perso quasi il 10%