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Adua E Le Compagne (ITA) – Dvdrip

19 settembre 2012 in Senza categoria

Immagine inserita

Titolo Originale: Adua E Le Compagne
Regia: Antonio Pietrangeli
Interpreti: Marcello Mastroianni, Simone Signoret, Sandra Milo, Emmanuelle Riva, Domenico Modugno, Antoinette Weynen, Gina Rovere
Durata: 120′
Nazionalità: Italia, 1960
Genere: Drammatico
IMDB: 7.3/10 141 votes

Trama:
Quattro prostitute, all’indomani della chiusura delle “case” per la legge Merlin, accettano la proposta di un affarista senza scrupoli di aprire un ristorante per farne una casa d’appuntamenti. Ma le quattro ragazze, dopo qualche mese di vita onesta, si rifiutano di tornare a prostituirsi; la ribellione costerà loro una denuncia e il ritorno al marciapiede.

INFORMAZIONI FILE
Adua.e.le.compagne.ITALIAN.DVDRip.Xvid.AC3-JG73.avi
Size: 1,4 GB

 DA ESTRARRE CON HJSPLIT
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Nokia con Windows Phone? Una scelta sensata

11 febbraio 2011 in Senza categoria


Il nuovo Ceo di Nokia, Stephen Elop (a sinistra) accanto al chairman della società Jorma Ollila (AP Photo/Lehtikuva, Markku Ulander)

Il nuovo Ceo di Nokia, Stephen Elop (a sinistra) accanto al chairman della società Jorma Ollila (AP Photo/Lehtikuva, Markku Ulander)

È ufficialmente iniziata la nuova era di Nokia. La società, in caduta libera da circa quattro anni (dall’uscita dell’iPhone, giusto per tracciare una linea), ha infatti ufficializzato la partnership strategica con Microsoft per l’utilizzo delle licenze di Windows Phone sui suoi telefonini di nuova generazione.

La decisione del board di affidare il timone della società a Stephen Elop, ex manager Microsoft, non era dunque casuale. Nokia sognava già da tempo una santa alleanza con Redmond, ed Elop era evidentemente l’uomo giusto per guidare l’operazione.

Ci ha impiegato cinque mesi il nuovo Ceo a traghettare una nave che stava affondando, anzi in fiamme, per usare parole sue, verso un nuovo mondo: quello di Windows Phone, appunto, il sistema operativo lanciato da Microsoft lo scorso anno e che oggi costituisce la piattaforma software di alcuni smartphone marchiati Lg, Samusng e Htc.

Symbian, lo storico OS che ha fatto la fortuna (prima) e la sventura (poi) del colosso scandinavo, non sarà più quindi l’anima ufficiale del marchio. Ma non verrà gettata alle ortiche. La società fa sapere che rimarrà in franchise, un modo un po’ sofisticato per dire che non conviene disfarsi di un sistema operativo che ha comunque la più grande base d’installato al mondo (circa 200 milioni di utenti).

Quanto a MeeGo, il progetto creato in collaborazione con Intel, diventerà l’anima open source dei programmi della società, ma per vedere qualcosa di concreto dovremo attendere la fine dell’anno.

Ma quali sono gli scenari che vengono ad aprirsi alla luce di questo accordo? Difficile dirlo, non fosse altro per la volubilità mostrata dal mercato della mobilità negli ultimi tempi: del resto, solo qualche anno fa chi avrebbe mai immaginato che Nokia e Symbian avrebbero perso un primato che sembrava inattaccabile a favore di una realtà completamente nuova (Android)?

Sulla carta, comunque, la scelta di Nokia di allearsi con Microsoft appare in questo momento la più sensata e non solo per i buoni rapporti che sono sempre intercorsi fra le due società. Windows Phone non è una scommessa ma un’alternativa concreta ad Android ed iOS, per quanto le vendite stentino ancora a decollare.

Certo, per Nokia è come ammettere tutti gli errori commessi in questi ultimi anni. Ma forse il vero problema non è aver tagliato i ponti con Symbian ma aver aspettato così tanto prima di prendere una decisione. Nel mercato degli smartphone, lo abbiamo detto più volte, la componente software è diventata preponderante e Nokia – come ha sottolineato lo stesso Elop – non è stata in grado di presentare un’alternativa all’iPhone nemmeno dopo quattro anni dalla sua uscita.

Lasciando a Microsoft il compito di sviluppare software, il colosso finlandese si sgrava di un compito non indifferente. La società dal canto suo ha la tecnologia (hardware) e la brand reputation per completare il quadro e portare sul mercato dispositivi di successo. Smartphone, tanto per cominciare, e poi magari tablet, chissà.

Si tratterà in ogni caso di dispositivi che utilizzeranno Bing come motore di ricerca e le mappe di Nokia. Quanto alle applicazioni ci sarà presumibilmente una convergenza fra i due attuali ecosistemi: Windows Market Place da un lato, Ovi Store dall’altro.

Più in generale, potremmo dire che se per Microsoft si tratta di un altro produttore di grido entrato nella scuderia Windows Phone, per Nokia l’obiettivo è tornare a recitare un ruolo da protagonista, specie nel segmento medio-alto del mercato, laddove Apple e Google stanno dettando legge.

La società però fa sapere che “non è appropriato” in questo momento fare stime di vendita a breve termine, giacché ci saranno almeno due anni di transizione. Dal 2013, però, la situazione dovrebbe sbloccarsi: ci si aspetta una crescita maggiore rispetto alla media di mercato, con un margine operativo superiore al 10%.

Il primo risultato, per il momento non incoraggiante, lo ha fornito nel frattempo la Borsa di Helsinki, dove il titolo Nokia ha perso quasi il 10%

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Nel giro di 5 anni supercomputer da 100 PetaFLOPS

11 febbraio 2011 in Senza categoria

Soluzioni supercomputer in grado di esprimere potenze computazionali nell’ordine dei PetaFLOPS – ovvero mille milioni di milioni di calcoli in virgola mobile al secondo – stanno iniziando ad emergere in questi tempi, come ad esempio il Tianhe-1A oppure il futuro Blue Gene/Q che sar operativo il prossimo anno e del quale abbiamo parlato in questa notizia.

Nel giro di poco pi di un lustro, tuttavia, la scena dei supercomputer sar dominata da souzioni in grado di potenze di elaborazione nell’ordine delle centinaia di PetaFLOPS, grazie all’evoluzione e allo sviluppo dei processori.

Osservando la tendenza attuale del mercato, soprattutto tra i grandi protagonisti del panorama IT, verosimile supporre che i supercomputer di prossima generazione ed i sistemi in grado di prestazioni nell’ordine degli ExaFLOPS saranno di tipo eterogeneo e cio impiegheranno soluzioni CPU tradizionali accanto ad accelleratori paralleli come possono essere le soluzioni FireStream di AMD o Tesla di NVIDIA, oppure ancora l‘architettura MIC che Intel sta preparando proprio in questo periodo.

Jack Dongarra, esperto di computing presso l’Universit del Tennesse che commenta su InformationWeek: “Tutto si sta muovendo secondo la legge di Moore, e quindi possiamo dire che le cose stanno raddoppiando ogni 18 mesi. Nel 2017 i produttori di computer potranno realizzare sistemi da 100 PetaFLOPS e tra il 2018 ed il 2020 si passer a sistemi di classe ExaFLOPS. Tutto ci dipende dai finanziamenti. Questo accadr se verranno stanziati finanziamenti per questi sistemi”.

Quello di Dongarra un auspicio che anche le realt governative capiscano che l’high performance computing rappresenta una chiave importante per il futuro della ricerca, del progresso e dell’economia. L’impegno delle organizzazioni governative permetterebe di supportare indirettamente lo sviluppo di nuove tecnologie necessarie a rendere pi convenienti i supersistemi di classe PetaFLOPS e a tramutare in realt i sistemi ExaFLOPS per la fine del decennio.

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Quando i test genetici scoprono l’incesto

11 febbraio 2011 in Senza categoria


Dna (Foto: Flickr)

Dna (Foto: Flickr)

Mappare il codice genetico di una persona per spiegare le cause di un ritardo nello sviluppo mentale è oggi possibile. E i ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, proprio svolgendo questi test hanno fatto emergere che in diversi casi analizzati chi aveva un difetto genetico era nato da un incesto.

“Le disabilità“, si legge nell’introduzione del rapporto appena pubblicato sulla rivista Lancet, “sono risaputamente frequenti nei bambini nati da genitori incestuosi”, cioè da due persone che hanno tra loro un legame di sangue.

Un test basato sul polimorfismo a singolo nucleotide (SNP) consente di individuare le variazioni presenti in una porzione del codice genetico della persona. Si cercano copie in eccesso o mancanti di un gene, che possano spiegare la presenza di malattie. Ma questo test può mostrare anche ampie porzioni di Dna identiche tra loro che sono la spia che i genitori del bambino potrebbero essere consanguinei.

Di solito un bambino riceve più o meno metà del proprio patrimonio genetico dalla madre e metà dal padre. Questa caratteristica prende il nome di eterozigosi. In caso di incesto spiegano gli autori, membri della stessa famiglia che già condividono gran parte del codice genetico contribuiscono entrambi al codice genetico del bambino. Questo comporta che il codice genetico del figlio nato da un incesto contenga grossi pezzi di Dna in cui i geni ereditati dai genitori sono identici.

In diversi bambini, segnalati al Baylor College per ritardi mentali o dello svilippo o per anomalie congenite multiple, sono state individuate proprio queste aree di “assenza di eterozigosi“, come la chiamano gli studiosi, che a volte rappresentano fino a un quarto dell’intero genoma. Più ampia è la regione di omogeneità più è probabile che il bambino sia figlio di parenti di primo grado (per esempio padre e figlia o fratello e sorella).

Quello che un tempo per i medici poteva essere un sospetto, quindi, oggi diventa una certezza grazie a test medici come quelli svolti nel centro di Houston. Ma cosa deve fare il medico che sospetti possibili abusi sessuali sulla madre del bambino da parte di parenti prossimi? E’ proprio quello che gli autori del rapporto vorrebbero che fosse stabilito attraverso una serie di linee guida.

“Nei casi in cui la madre sia minorenne“, si legge nell’articolo pubblicato da Arthur Beaudet, professore di genetica molecolare del Baylor College, “i dottori che scoprono un probabile incesto potrebbero essere legalmente costretti ad avvertire i servizi sociali e, potenzialmente, la polizia”. Diverso è se la madre del bambino sia maggiorenne: in quel caso per intervenire bisognerebbe prima stabilire se l’abuso da parte del padre o del fratello, è avvenuto quando la ragazza era ancora minorenne.

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Nokia-Microsoft, ecco l’intesa una sfida a Google e Apple

11 febbraio 2011 in Senza categoria

L’ACCORDO

I due colossi – l’azienda finlandese leader mondiale dei cellulari, quella Usa del software – si accordano per intergrare i loro prodotti e creare “un nuovo ecosistema mobile”: sugli smartphone girerà Windows con Bing motore di ricerca, le maps e i programmi verranno intergrati nel market place di Redmond. Tonfo in Borsa per Nokia in avvio

Nokia-Microsoft, ecco l'intesa una sfida a Google e AppleA sinistra: Stephen Elop, presidente e CEO di Nokia. A destra Steve Ballmer, CEO di Microsoft

LONDRA – Un abbraccio stretto stretto, per provare a liberarsi dall’assedio di Google ed Apple che da tempo hanno addentato il mercato degli smartphone. L’”ampia alleanza strategica” annunciata oggi tra Nokia e Microsoft, rispettivamente leader mondiali di cellulari e del software, vola alto, molto in alto, prefigurando un nuovo “ecosistema mobile”. Secondo l’accordo, il leader mondiale della telefonia mobile, alle prese con una costante riduzione della sua quota di mercato, adotterà il sistema operativo Windows Phone come piattaforma primaria per i suoi smartphone e le due società collaboreranno alle nuove iniziative di commercializzazione e di sviluppo. I telefonini Nokia, inoltre, avranno il motore di ricerca Bing sviluppato dalla Microsoft e Nokia Maps diventerà una parte essenziale dei servizi di cartografia digitale di Microsoft. Non solo: i programmi offerti per i dispositivi dell’azienda finlandese saranno integrati nel Microsoft marketplace già disponibile sul software Windows.

I dettagli e i propositi sono contenuti in una lettera aperta firmata dei numeri uno di Nokia, Stephen Elop, e di Microsoft, Steve Ballmer, che si chiude con una sorta di giuramento comune: “Ci sono altri ecosistemi mobile: daremo loro fastidio. Ci saranno sfide: le supereremo. Il successo richiede velocità: saremo veloci”. Del resto, slogan a parte, dopo l’analisi la sintesi non richiede poi tanti giri di parole: “Nokia è a un punto critico, dove un significativo cambiamento è necessario

e inevitabile nel nostro cammino in avanti”, ha osservato Elop. “Oggi stiamo accelerando il cambiamento attraverso una nuova strada, volta a riconquistare la nostra leadership negli smartphone, rafforzando la nostra piattaforma per dispositivi mobili e realizzando i nostri investimenti per il futuro”.

Elop – dopo aver escluso qualsiasi programma di fusione con Microsoft e preannunciato tagli “sostanziali” della forza lavoro in diverse località nel mondo – ha spiegato di considerare il biennio 2011-2012 come “anni di transizione” in attesa dei risultati della collaborazione con la casa di Redmond: nel lungo periodo tuttavia, Nokia conta di crescere più del mercato sia come numero di unità vendute che nei servizi collegati (applicazioni, musica online, etc), con margini operativi superiori al 10 per cento. Per l’anno in corso l’azienda finlandese si aspetta una leggera crescita complessiva anche se ammette la possibilità di un calo di fatturato in alcune aree, verosimilmente gli smartphone. In questo settore è da notare l’abbandono pressochè integrale del futuro sistema MeeGo. Che comunque, fa sapere Nokia, dovrebbe essere implementato almeno su uno smartphone entro la fine dell’anno.

“Nokia e Microsoft – spiega l’azienda finlandese- collaboreranno anche su iniziative di marketing e condivideranno la roadmap per lo sviluppo dei telefoni cellulari”. “Oggi – ha detto Elop, che ha annunciato anche un cambio nel management (nel cda entrano Colin Giles, Rich Green, Jo Harlow e Louise Pentland) – sviluppatori, operatori e consumatori vogliono telefoni cellulari irresistibili. Che non siano soltanto un apparecchio telefonico ma che abbiano software, servizi, applicazioni e supporto ai clienti che facciano di un telefono una grande esperienza. Nokia e Microsoft uniranno le loro forze per consegnare un prodotto senza rivali”. Soddisfatto dell’alleanza anche il Ceo di Microsoft, Steven Ballmer: “La partnership annunciata oggi prevede un’incredibile gamma di prodotti, un’enorme competenza nell’innovazione di hardware e software e una comprovata abilità di esecuzione”.

L’azienda finlandese con questa scelta ammette che la sua strategia sui cellulari è fallita. Colpa di scelte non adeguate a un mercato che negli ultimi anni si è arricchito di attori animati da grande capacità innovativa; di una lentezza nelle risposte alle sfide dei concorrenti (da sempre il Blackberry di Rim, da qualche anno Google con il suo Androiod e Apple con iOS di iPhone); della difficoltà ad entrare in un mercato importante come quello americano. La scelta di cambiare CEO, Elop (canadese), primo non finlandese a guidare il colosso mondiale dei cellulari, ha impresso un’accelerazione ai processi di cambiamento. Qualcuno nelle scorse settimane aveva addirittura ipotizzato che Nokia virasse decisa verso Android, ma il passato in Microsoft dello stesso Elop ha avuto probabilmente il suo peso nelle decisione ufficializzata oggi. Come che sia, in Borsa Nokia ha pagato dazio arrivando a perdere anche il 10 per cento in avvio.
 
Questo perché la sfida congiunta lanciata oggi non è delle più facili, e il quadro dei sistemi operativi – secondo l’analisi di Gartner – in questa chiave è illuminante: il Symbian di Nokia resta leader ma perdendo paurosamente quote di mercato: in 12 mesi dal 46.9% al 37.6%. Al secondo posto c’è Android con una crescita a progressione geometrica, schizzato dal 3.9% del 2009 al 22.7% del 2010, poi il Blackberry Rim calato da 19.9% al 16%, iOS di Apple cresciuto di poco dal 14.4% al 15.7% e infine Microsoft che, nonostante il buon WIndows 7 è scivolato dall’8.7% al 4.2%. La sensazione è che l’accordo, dati alla mano, farà bene soprattutto all’azienda fondata da Bill Gates. Per Nokia la scommessa è ad alto rischio.

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Niente più Athlon, Phenom e Sempron nel futuro AMD?

11 febbraio 2011 in Senza categoria

Stando ad un report pubblicato sul sito xbitlabs a questo indirizzo, che riprende informazioni contenute in documenti
marketing sviluppati da AMD, nel futuro dei processori dell’azienda americana potrebbero
non trovare pi spazio i brand Athlon, Phenom e Sempron
.


La scelta di rimuovere i brand dei propri processori sarebbe guidata dalla volont
di meglio promuovere il brand AMD Vision
, abbinandolo al meglio a quello adottato
dai vari partner commerciali per promuovere le proprie soluzioni che integrano tecnologia
sviluppata da AMD.


Le future CPU AMD, pertanto, verranno indicate utilizzando un’indicazione con una o
pi lettere a identificarne la famiglia di appartenenza, affiancata da una numerica che
delinei il livello prestazionale e di funzionalit implementato. Un esempio diretto viene
del resto dalle prime soluzioni della famiglia Fusion presentate a Gennaio, destinate
all’utilizzo in sistemi netbook e notebook di pi ridotte dimensioni, identificate come
serie E oppure serie C a seconda del valore di TDP massimo, pari rispettivamente a 18 Watt
e a 9 Watt.


Le proposte top di gamma, basate su architettura nota con il nome in codice di
Bulldozer e appartenenti alla famiglia Zambesi, dovrebbero entrare a far parte della
famiglia FX, sigla che storicamente ha identificato le CPU desktop top di gamma di AMD.
Per le soluzioni Llano, dotate di CPU e GPU integrate nello stesso package, verr
utilizzata la lettera A quale identificativa mentre per le soluzioni entry level sar
mantenuta quella E gi vista all’opera con le piattaforme Zacate basate su architettura
Bobcat.


Vedremo nel corso del secondo trimestre 2011 se questa strategia verr messa all’opera
da AMD con il debutto delle prime soluzioni Zambesi per sistemi desktop, proposte in
versioni sino a 8 core e destinate a posizionarsi a diretta concorrenza con le recenti CPU
Intel della famiglia Sandy Bridge.

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Crysis 2 trailer mostra progressione multiplayer

11 febbraio 2011 in Senza categoria

Electronic Arts e Crytek hanno rilasciato il nuovo trailer di Crysis 2, che si focalizza sulla progressione nel multiplayer e sulle caratteristiche della Nanotuta 2.0.



Lalto grado di personalizzazione e potenziamento della Nanotuta permette ai giocatori di scegliere con libert il proprio stile di gioco e quindi sia un approccio votato alla forza bruta sia alla velocit e o allo stealth


Insieme al rilascio del trailer, Crytek ha fatto sapere che Crysis 2 supporter i server dedicati, che saranno basati su un sistema di noleggio dei server da parte di un provider. lo stesso sistema che Electronic Arts ha adottato nel caso di Battlefield Bad Company 2.


Crysis 2 porta i giocatori in una New York devastata, durante l’attacco di una inarrestabile entit aliena. I nemici alieni sono dotati di armi letali e abilit sensoriali e si aggirano per le strade di New York provocando il caos e trasformando la skyline in una serie di rovine in fiamme. Circondati da una catastrofica distruzione, i giocatori dovranno riequilibrare lo scontro e salvare New York usando le abilit superumane della Nanotuta per diventare l’arma definitiva.

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LG Optimus Life un nuovo smartphone entry level

11 febbraio 2011 in Senza categoria

Dopo che una ventina di giorni fa aveva fatto la prima comparsa sul web con il nome di LG Optimus ME P350, ecco arrivare il comunicato ufficiale della casa koreana che annuncia il lancio di LG Optimus Life. Si tratta di uno smartphone entry-level che si inserisce quindi nella fascia bassa del mercato. Si presenta al pubblico con il sistema operativo Android nella sua versione 2.2, la stessa di cui dotato il suo fratello maggiore Optimus One, come diretto concorrente di Huawei Ideos.

La scheda tecnica di LG Optimus Life annovera un display da 2,8 pollici a risoluzione 240×320 pixel con tecnologia touchscreen capacitiva. Il cuore di Optimus Life costituito da un processore da 600 Mhz, presumiamo un Qualcomm MSM 7227, supportato da 256 MB di memoria RAM e 170 MBdi ROM espandibile con schede microSD (scheda da 2GB inclusa nella confezione di vendita). Nella parte posteriore della scocca troviamo inserita una fotocamera con sensore da 3 megapixel senza flash e con possibilit si registrare video a 15 fps. L’autonomia infine garantita da una batteria da 1280 mAh.Una particolare attenzione va posta riguardo la connettivit, nonostante la fascia in cui si inserisce questo smartphone, Optimus Life dotato di connessione HSDPA, di un modulo GPS, Bluetooth e supporto alle reti Wi-Fi.

Nonostante la categorizzazione in entry-level quindi, Optimus Life dotato di un corredo hardware di discreto livello, in grado di supportare tutte le funzionalit del sistema operativo Android. LG continua quindi con la propria politica, il cui obiettivo quello di rendere la categoria smartphone accessibile ai pi, senza tuttavia far mancare alternative di livelli ben pi alti, come ad esempio Optimus 2x e il prossimo Optimus 3D. LG Optimus Life sar disponibile sul mercato italiano a partire dal prossimo 15 febbraio, nelle colorazioni Black & Blue, Black & Silver e Black & Titan ad un prezzo di 159,00 euro IVA inclusa.

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Modders ricostruiscono S.T.A.L.K.E.R. con CryEngine 2

11 febbraio 2011 in Senza categoria

L’originale S.T.A.L.K.E.R. con il motore di Crysis, ovvero CryEngine 2. il progetto decisamente ambizioso del team di modders World of Stalker, con sede in Russia. Il progetto stato chiamato Cryzone – Sector 23 e c’ gi un video, che riportiamo in questa pagina, con commento in russo.



S.T.A.L.K.E.R. torna con il dettaglio poligonale di Crysis e, soprattutto, con l’avanzato supporto del motore fisico presente nel CryEngine 2. World of Stalker, inoltre, intende rivedere alcuni degli equilibri di gioco. Il sistema di gestione delle energie vitali, ad esempio, sar cambiato e basato sul ripristino di energie attraverso droghe, come in Far Cry 2. Ci sar anche la possibilt di rimuovere i proiettili conficcati nel corpo del personaggio.


Il progetto ancora in una fase embrionale. Si tratta di un lavoro molto lungo e i risultati che si intendono raggiungere sono sicuramente ambiziosi. Un progetto indipendente con queste caratteristiche pu sopravvivere?


Altre informazioni, purtroppo in russo, sono disponibili su Ap-Pro.

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Twitter: tutti la vogliono ma nessuno la prende (per ora)

10 febbraio 2011 in Senza categoria


twitter-new
Sembra proprio che Twitter sia diventato l’oggetto dei desideri dei big della Silicon Valley. Nulla che faccia pensare a una vendita in tempi brevi, intendiamoci, ma il Wall Street Journal ci informa che in questi mesi i responsabili di Google e Facebook hanno bussato alla porta di Dick Costolo e soci per capire se esiste lo spazio per una trattativa.
E non ci sono solo chiacchiere, a quanto pare, ma anche qualche prima offerta concreta, stimabile fra gli 8 e i 10 miliardi di dollari.

Cifre enormi, considerato che Twitter ha appena iniziato a generare profitto, e comunque non sufficienti a soddisfare le aspettative (e le tasche) dei padroni della piattaforma. I quali – precisa l’autorevole testata americana – sono convinti di poter raggiungere i 100 miliardi di dollari di quotazione camminando con le loro gambe.

Per il momento non se ne fa nulla, dunque. Twitter ringrazia tutti per l’interessamento ma va avanti a cinguettare da sola. E poco importa se gli incassi non sono ancora a nove zeri, il trend di crescita è più che confortante: 45 milioni di dollari nel 2010, 150 (stimati) nel 2011, 250 per il 2012.

Google e Facebook, giusto per citare due aziende a caso, all’inizio della loro storia hanno fatto di meglio ma non sono così distanti: 86 millioni di dollari nel 2001, 440 milioni nel 2002, e 1.4 miliardi nel 2003 per Google, 275 milioni nel 2008, 635 milioni nel 2009 e circa 2 miliardi nel 2010 per Facebook.

E poi c’è un precedente che pesa come un macigno. Che guarda caso è proprio quello di Facebook, che nel 2006 rifiutò l’incredibile offerta di 1 miliardo di dollari di Yahoo. Probabilmente la migliore decisione mai presa da Mark Zuckerberg nella sua luminosa carriera.

D’accordo. Posto che quando si parla di Web sociale il confine fra valutazione e speculazione è molto sottile ci chiediamo però: a chi serve davvero Twitter?

Facebook è sicuramente ingolosita dalla possibilità di avere la supremazia sulla quasi totalità dello spazio social.

Ma è Google ad avere più interesse a fare l’affare, sia perché ha bisogno come il pane di un servizio sociale all’altezza del suo nome (soprattutto dopo il fallimento del progetto Wave), sia per lo scenario che verrebbe a crearsi sul piano dell’integrazione con il suo motore di ricerca. I contenuti di Twitter – lo abbiamo già detto in altre occasioni – stanno diventando più importanti delle persone. E tutto il settore del search ne è pienamente consapevole.

In questo senso non mi stupirei se oltre all’offerta di Facebook e di Google arrivasse anche quella di Microsoft. Ammesso che non sia già arrivata.

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