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by Laila

Yoga in gravidanza: fa bene a mamma e bambino

21 maggio 2013 in Obiettivo Benessere

Si può iniziare a fare yoga quando si vuole, e specialmente durante una gravidanza. Lo yoga è uno strumento fantastico per imparare a conoscere meglio il proprio corpo e presenta molti vantaggi sia per la mamma che per il piccolo. La mamma ha un contatto molto speciale con il suo bambino e lo yoga rende più facile accettare e superare con benessere le diverse fasi di una gravidanza.
Durante la gravidanza, la respirazione (pranayama) e i posizioni (asanas) alleviano i dolori tipici della gravidanza come gonfiore, crampi, mal di gola, vene varicose, nausea. Gli esercizi danno nuova energia alla mamma ed al bambino. I diversi movimenti asanas aiutano il bambino a trovare con delicatezza la posizione per la nascita all’interno dell’utero materno. Il bacino della mamma si allarga in modo delicato e naturale, preparandolo per il parto. L’esercizio regolare prepara la mamma e il suo corpo al parto. Molti asana possono essere usati come posizioni per il parto, e sono facili da assumere se si fa un po’ di pratica.
L’esercizio costante fa sentire più flessibili e migliora l’equilibrio nel corpo.
Con lo yoga si migliora la circolazione sanguigna e si abitua il corpo a rilassarsi, una pratica molto importante come preparazione al parto. Nello yoga si utilizza la calma e si respira profondamente, espirando attraverso il naso e riscoprendo la respirazione toracica, la cosiddetta Respirazione Ujjayi. La giusta tecnica di respirazione può funzionare anche come tecnica di alleviamento del dolore durante il parto, e fornisce un regolare apporto di ossigeno al bambino e, quindi, un parto ottimale. Con lo yoga si esercita anche la forza e la resistenza, ottimo per l’esperienza intensa e potente di genitore.

I no dello yoga, per le donne incinte

Se si soffre di eccessiva flessibilità delle giunture si deve fare attenzione a non distendere troppo il corpo. Se si ha la placenta previa non si dovrebbero praticare sforzi fisici, ma si consiglia il riposo totale. Le donne che presentano uno dei seguenti sintomi dovrebbero evitare totalmente gli esercizi e dovrebbero rivolgersi ad un medico: nausea costante, vista annebbiata, gonfiore improvviso di mani e piedi, perdite di sangue, febbre o brividi, emicranie continue, dolori continui, movimenti assenti del feto.

Breve riassunto sullo yoga e sui tre “trimestri”

Primo trimestre

La prima parte della gravidanza va dalla fecondazione alla 12ª settimana. Questa è una fase molto delicata della gravidanza, nella quale si formano lo scheletro, gli organi e il sistema nervoso del piccolo. Nel corpo della donna si avvia un’enorme produzione di ormoni, che portano a grandi cambiamenti: alcune donne hanno più energia, altre provano un’enorme stanchezza. Si può provare nausea, sensibilità al seno e un maggiore bisogno di urinare. La gravidanza può anche provocare cambiamenti a livello psichico: la donna può preoccuparsi per un possibile aborto, provare ansia alla prospettiva di diventare genitore o di affrontare il parto; alcune donne invece prendono quest’esperienza con molta serenità. L’importante è ricordarsi che ciascuna gravidanza e ciascun parto è unico. Sia che la donna abbia già praticato yoga o che cominci adesso, è necessario prendere alcune precauzioni. Evitare i salti ed effettuare invece movimenti morbidi con passettini come vinyasa tra asanas. L’embrione si sta ancora rafforzando e i salti possono rendere più difficile l’operazione. Per la stessa ragione è meglio evitare torsioni troppo estese. Evitare inoltre le posizioni dalle quali si può facilmente cadere, ad esempio appoggiati sulla testa, sulle mani ecc. Già in questa prima fase della gravidanza è importante tenere presente che viene prodotto l’ormone rilassina per ammorbidire i tessuti e i legamenti del corpo. Alcune volte la produzione è così abbondante che il risultato è una debolezza nelle articolazioni. La rilassina è utile per il parto, ma nel praticare yoga è bene prendere alcune precauzioni per non eccedere nei movimenti.

Secondo trimestre

La seconda parte della gravidanza va dalla 13ª alla 26ª settimana. Molte donne si sentono in forma, forti e piene di energia durante questa fase della gravidanza. Gli effetti negativi della gravidanza si sono attenuati considerevolmente, la mamma ha un legame forte con il bambino in quanto può sentire il battito del cuore e vederlo nelle ecografie. Lentamente, la mamma inizia a sentire il bimbo muoversi. La pancia si arrotonda e ad alcune donne apparirà una linea scura che attraversa verticalmente la pancia dall’ombelico e verso il pube. Alcune donne hanno difficoltà a mangiare e soffrono di stitichezza, altre sono costantemente affamate. È importante ascoltare il proprio corpo. La produzione di rilassina continua ad aumentare, quindi è bene fare attenzione durante gli esercizi per non provocare stiramenti le cui conseguenze si noteranno più avanti con gli anni. Nello yoga è importante pensare sempre a lasciare spazio al bambino, lavorare con i piedi e le gambe aperte. Evitare ancora le posizioni con torsioni e sdraiate sulla pancia. Per qualcuno è sgradevole anche sdraiarsi con la schiena dritta. Il peso del bambino preme sulla vena cava facendo diminuire l’apporto di sangue al corpo. In questa fase è importante focalizzare sul rinforzo della schiena, perché dovrà essere abbastanza forte da sostenere la pancia e mantenere una buona postura. Un buon metodo è pensare di contrarre la pancia e portare il bambino il più possibile vicino alla schiena.

Terzo trimestre

Il terzo trimestre va dalla 26ª alla 40ª settimana. La gravidanza si considera a termine a partire dalla 38ª e fino alla 42ª settimana. Molte donne iniziano a pensare e a preoccuparsi per il parto. Ci si alza diverse volte alla notte per urinare, disturbando così il sonno; si fa difficoltà a digerire, quindi si mangia poco e sovente. Problemi come staccamento delle giunture, emorroidi, mal di gola e gonfiore possono peggiorare in questa fase. Praticare yoga aiuta in molti casi. Fare attenzione come in precedenza, non distendere troppo, evitare le torsioni e sdraiarsi sulla schiena. Evitare anche le posizioni invertite: la testa del bambino deve essere verso il basso e si deve incastrare nel bacino prima che il parto abbia inizio. Se si lavora sulle posizioni invertite, si contrasta la forza di gravità e il bambino si può girare in quanto tende a seguire la forza di gravità con la testa, finendo così podalico, con il sedere verso il basso. Se si è avanti con la gravidanza, il bambino può avere difficoltà a tornare in posizione cefalica. In questa fase è bene invece esercitarsi molto nella respirazione, nel rilassamento, nella meditazione e nella visualizzazione positiva in vista del parto. E continuare ad esercitarsi nel mantenere asanas e a praticare la respirazione utile al parto.

Silvia Trevaini

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Rosa, l’elisir anti-età

17 maggio 2013 in Obiettivo Benessere

Nota fin dall’antichità per le sue proprietà stimolanti e ricostituenti, la rosa è un vero e proprio elisir di salute per affrontare al meglio la stanchezza e il nervosismo tipici di questa stagione. Ma è utile anche per la cura della pelle, grazie all’effetto ringiovanente, ammorbidente e tonificante.

Ecco come sfruttare le virtù della rosa, in cucina e nella cosmesi quotidiana.

A colazione mangiate la confettura di rose

Le bacche di rosa canina sono antiossidanti, proteggono il sistema immunitario e ci difendono dai fastidiosi sbalzi di temperatura, spesso causa di raffreddori, caratteristici del cambio di stagione. Acquistatela come marmellata, nei negozi di alimentazione biologica e mangiatene due cucchiaini a colazione.

 

A pranzo mangiate l’insalata tonificante

Per un pranzo leggero e appetitoso, mescolate 20 gamberetti, due mele renette a tocchetti e una manciata di petali di rosa. Condite con una salsa di yogurt magro, sale, pepe rosa, scalogno tritato finemente e foglioline di menta. Questa insalata tonifica la pelle.

A merenda: zucchero antistress

Come snack amate lo yogurt bianco? Addolcitelo con lo zucchero di rose, dall’effetto antistress. Per prepararlo, versate 4 cucchiai di petali di rosa in 450 g di zucchero a velo; mescolate e conservate in un vaso ermetico.

Olio antirughe

Applicate mattina e sera un leggero strato di olio antiruge preparato con 30 ml di olio di jojoba, 5 gocce di olio essenziale di incenso, 3 gocce di mirra e 5 di rosa. Fate penetrare nella pelle con un leggero massaggio circolare.

 

Sali da bagno leviganti

Alternate in un barattolo strati di sale grosso e strati di rosmarino e petali di rosa. Aggiungete se volete del bicarbonato, per avere una pelle morbidissima. Tappate, lasciate al sole per due settimane e usate il mix come un normale sale da bagno.

L’olio di rosa mosqueta combatte le smagliature

Ideale per avere una pelle vellutata, l’olio di rosa mosqueta è utile anche contro le smagliature: unitene tre gocce alla vostra crema idratante per il corpo. Il tessuto cutaneo apparirà più sodo e compatto.

Se vuoi saperne di più visita le sezioni Erbe e fitoterapia, Oli essenzialiBellezzaCiboMangiare sano e Sos salute su Riza.it

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Una spesa per risparmiare e dimagrire

16 maggio 2013 in Obiettivo Benessere

La compilazione della lista della spesa e l’acquisto dei generi alimentari sono un passaggio fondamentale per costruire una sana alimentazione per la famiglia. La semplice condivisione della spesa al supermercato con vostro figlio può rappresentare un primo momento di educazione alimentare.
Condividete con lui la selezione di ciò che mettete nel carrello, fatevi aiutare a trovare sugli scaffali il prodotto che cercate e invitatelo a scegliere della bella frutta colorata o qualche verdura particolare da assaggiare una volta rientrati a casa. Al momento del pagamento alla cassa date un’occhiata al contenuto del carrello, se trionfano frutta e verdura di ogni tipo, prodotti integrali, legumi e pesce, avrete fatto proprio un buon lavoro, se invece hanno la meglio i prodotti industriali, merendine, biscotti farciti, affettati e formaggi con patatine fritte e bevande zuccherate, forse è meglio fermarsi a riflettere.

Regole basi

Mai fare la spesa digiuni, meglio dopo pranzo o dopo uno spuntino saziante. Percorrete il supermercato dando la precedenza a frutta e verdura, carne, pesce e pane, cosa di solito facilitata nella maggior parte dei supermercati, giacché questi prodotti sono presenti nei corridoi esterni. Addentratevi invece solo se necessario nei corridoi interni (quelli delle merendine, dei biscotti, dei cibi pronti e degli snack da festa).

Come sapere, però, ciò di cui abbiamo effettivamente bisogno

Ovviamente non si può mai andare a fare la spesa senza una lista. Anzi, ogni famiglia, con le rispettive esigenze, dovrebbe costruirsene una propria da aggiornare settimanalmente in funzione delle necessità. La lista ci consente di acquistare in modo consapevole, senza cedere alle voglie del momento e alle lusinghe del marketing.

Proviamo a costruire insieme una lista sana

  • Si parte da frutta e verdura, che devono essere abbondanti, varie e rigorosamente di stagione (più economiche, gustose e ricche in vitamine); ricordate che bisogna consumare 5 porzioni al giorno.
  • Al secondo punto della lista dobbiamo mettere i cereali, non solo la pasta e il riso però: spaziate tra orzo, farro, grano saraceno, cous cous, polenta e boulgur (tutti i cereali sono ricchi in zuccheri complessi e posseggono una buona quota di proteine, ma differiscono per il contenuto in fibra, minerali e vitamine); anche il pane è importante, evitate quello lavorato (non all’olio, al latte, né in busta) e preferite quello di grano duro o, meglio, integrale.
  • Per le fonti proteiche partiamo dal banco del pesce (azzurro almeno 1-2 volte alla settimana) per passare poi alle carni magre di vitella, vitellone, maiale e pollame. Di uova calcoliamone circa un paio a testa a settimana (uno è sufficiente per i bambini fino a 10 anni), abbondiamo invece nella varietà dei legumi (fagioli, lenticchie, ceci, piselli, soia) ricchi in proteine e, in quanto vegetali, privi di colesterolo.
  • Scorrendo la nostra lista, arriviamo al latte (preferire quello parzialmente scremato dai 3 anni in poi), agli yogurt (magri, ma senza dolcificanti di sintesi) ottimi per merenda e ai formaggi freschi; acquistate invece gli stagionati occasionalmente e in piccole quantità.
  • Per i condimenti fate sostanzialmente riferimento all’olio d’oliva, abbinabile a limone, aceto di vino o balsamico.
  • Arriviamo quindi ai surgelati: bene le verdure, per evitare di rimanerne sprovvisti; evitate però quelle già condite o miste al formaggio; anche il pesce surgelato può essere inserito, è sconsigliato però nella versione panata, in quanto pre-fritta e pertanto ricca in grassi e sodio (anche se poi lo cuociamo in forno).
  • Prima colazione quali fette biscottate, cereali e biscotti (meglio i secchi). Prediligere i prodotti poco elaborati, senza troppo cioccolato o farciture; ricordiamo che il gusto dei bimbi è in evoluzione e può adattarsi per sempre a sapori più semplici e sani; varie ed eventuali.
  • Comunque da segnare in lista, potranno essere rappresentate dalla passata di pomodoro o dallo scatolame (mais, legumi, tonno, salmone o sgombro al naturale).

Ora provate, sulla base di quanto detto e delle vostre preferenze e necessità, a stilare una lista completa da spuntare man mano durante la settimana in funzione degli alimenti consumati, al momento della spesa saprete così, sulla base delle scelte per una sana alimentazione, ciò che vi è realmente necessario e solo quello entrerà nella vostra casa.

Silvia Trevaini

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Le alghe ottime come “brucia grassi”

14 maggio 2013 in Obiettivo Benessere

La varietà di alghe è immensa, ne esistono migliaia di specie e si ritiene siano comparse sulla terra circa tre miliardi di anni fa. Le alghe sono organismi vegetali molto semplici e ricoprono un ruolo fondamentale nell’ecosistema marino. Il loro habitat naturale è rappresentato dall’acqua: fiumi, laghi e mari. Per sopravvivere, essendo organismi vegetali e soggetti alla fotosintesi, con cui producono prezioso ossigeno, hanno bisogno si una sufficiente esposizione alla luce. Sembrerà strano, ma le alghe rappresentano gli organismi viventi che producono la maggior parte di ossigeno di tutto il pianeta. Come scritto sopra la varietà di alghe è enorme e la loro classificazione avviene tramite il loro colore predominante, che può essere rosso, giallo, verde, bruno e, in certi casi, anche azzurro.

Proprietà e Benefici

Diciamo che la quantità delle diverse sostanze che compongono le alghe varia in base alla specie a cui appartengono, ma in generale le alghe sono caratterizzate da un’abbondante presenza di iodio, calcio, magnesio e potassio. Allo stesso tempo le alghe hanno un alto contenuto di fibre dietetiche con proprietà sazianti e leggermente lassative. Nota importante è determinata dalla presenza in buone quantità di vitamina A, come il beta-carotene, che è presente in quantità 20 volte superiore rispetto alla carota. Anche la vitamina B, insieme alla C, la D e la E sono ben rappresentate. Un altro elemento che troviamo nelle alghe, soprattutto nell’alga Fucus, è l’acido alginico che ha la particolare proprietà di favorire l’eliminazione dei metalli pesanti dal nostro organismo.

Proprietà curative e benefici delle Alghe

L’alga marina è un alimento molto importante per la nostra salute; è molto difficile trovare altri alimenti che come le alghe marine ci liberino dalle impurità e dalle tossine che il nostro organismo accumula nel tempo. È  accertato quindi che le alghe hanno proprietà disintossicanti, aiutano fegato e reni, favoriscono la digestione e l’ eliminazione di scorie tossiche attraverso sudore, feci e urine. La presenza di acidi grassi fa si che le alghe svolgano anche una funzione antinfiammatoria e grazie allo iodio che stimola l’attività della tiroide, accelerando così il metabolismo, le alghe possono anche considerarsi un alimento dimagrante. Gli antiossidanti invece permettono di eliminare i “pericolosi” radicali liberi. Le alghe hanno allo stesso tempo una grande capacità di contrastare i microrganismi patogeni ed aiutano quindi l’organismo ad attivare le difese immunitarie, rafforzano le ossa, i capelli e le unghie. In ultimo, cosa non meno importante, si sta studiando il comportamento delle alghe nei confronti di alcuni tipi di tumore; questo grazie alla presenza all’interno delle alghe di sostanze antiossidanti.

Principali tipi di alghe e loro componenti

Alga Wakame: proteine, calcio, iodio, magnesio, disintossicante, anticoagulante, antibiotica.

Alga Dulse: proteine, Vitamine A e C, ferro Utile in caso di anemia

Alga Kombu: fibre, minerali, acido alginico, disintossicante, proprietà emollienti, depurativa

Alga Nori: vitamine A,B12, proteine, acidi grassi Proprietà antianemiche, tonificano, rallentano l’invecchiamento

Alga Agar Agar: fibre dietetiche sazianti Attenua il senso di fame, ha proprietà toniche

Alga Hijiki: calcio, potassio, ferro rimineralizzante, cicatrizzante, rinforza smalto dentale

Alga Klamath: acidi grassi Omega 3, antiossidanti Potenzia sistema immunitario, antitumorale, allevia lo stress

Alga Arame:  molto ricca di iodio, raccomandata per casi di ipotiroidismo

Le varietà più diffuse sono le alghe rosse e quelle brune, possono essere impiegate per la preparazione di zuppe, minestre, aggiunte ai legumi e alla verdura, di cui ne aumentano la digeribilità. L’aggiunta delle alghe ad alcune pietanze permette di diminuire o addirittura eliminare l’uso del sale.

Ricetta barbabietole e alghe

Ingredienti: 1 barbabietola rossa, 6 spicchi di aglio, 2 foglie di insalata (preferibilmente lattuga), salsa di soia, 1 cucchiaio di olio di oliva, sale e succo di mezzo limone, 200 gr. di alghe marine. Procedimento: Far bollire la barbabietola precedentemente pulita; prenderne una metà, tagliarla a fette e disporle a cerchio in un piatto insieme alla lattuga. Tagliare a piccoli pezzetti la rimanente metà di barbabietola e riporli insieme alle alghe in una insalatiera aggiungendo l’aglio spremuto; condire il tutto con olio sale e salsa di soia, dopodiché versare l’intero contenuto dell’insalatiera nel piatto precedentemente preparato.

Le alghe rafforzano la vista

È  stato dimostrato che un buon apporto di omega 3 all’organismo è un ottimo metodo per rafforzare e quindi conservare più a lungo la vista; l’omega3 infatti è trattenuto nei fotorecettori della macula e ne garantisce l’integrità più a lungo. È  consigliabile quindi preferire alimenti ittici che contengano omega3 in abbondanza e le alghe ne sono ricche, motivo in più per includerle nella nostra dieta abituale.

L’alga antigrasso

In Giappone è stato sperimentata sui ratti la fucoxatina,  un pigmento estratto da un tipo di alga marrone che pare abbia la proprietà di bruciare i grassi in eccesso. Gli animali a cui è stata somministrata tale sostanza hanno perso circa il 10% del loro peso, riducendo in particolare il volume del grasso depositato nella pancia. Per la conferma di tali risultati occorreranno comunque altri 5 anni.

Alghe e cucina

Molti tipi di alghe vengono oggi utilizzate in cucina, tra le più importanti ricordiamo le seguenti: Dulse, Hijiki, Nori, Arame, Kombu, Wakame, Klamath e Agar Agar. Molto apprezzata l’alga Nori che viene utilizzata per la preparazione del famoso Sushi. Le alghe contengono tutte quelle sostanze e vitamine di cui il nostro organismo ha bisogno; non è un caso che il loro consumo in Italia incrementa con il passare del tempo. Le alghe sono verdure concentrate e possono essere abbinate a moltissimi alimenti come contorno alle nostre abituali pietanze. Le alghe che troviamo in commercio, normalmente sono essiccate e vanno quindi utilizzate in piccole dosi, in quanto, una volta reidratate, possono anche aumentare il loro volume di dieci volte. Ricordarsene quando si dovessero cucinare.

Silvia Trevaini

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Vuoi un addome piatto? Fai così

10 maggio 2013 in Obiettivo Benessere

Hai dormito bene, ti alzi con la giusta fame ma intorno al punto vita avverti un senso di pesantezza e nello specchio noti una specie di “palloncino” che sforma la silhouette. Cosa significa?

In questi casi, il gonfiore è determinato da fermentazioni intestinali che peggiorano la sera e durante la notte quando, con la stasi del riposo, il metabolismo rallenta: la fermentazione è caratterizzata da un eccesso di gas, spesso associato a spasmi e pancia gonfia, eruttazione e flatulenza, diarrea alternata a stipsi e sensazione di tensione addominale. Se non vengono riconosciute e curate, le condizioni sottese alla fermentazione possono portare a uno stato infiammatorio cronico dell’intestino. Se la pancia è dilatata al risveglio, mangia in modo più equilibrato a cena in modo da preparare l’intestino a una regolare evacuazione mattutina. In più, intervieni con un rimedio antinfiammatorio capace di eliminare le forme di colite cronica che tengono costantemente gonfia la pancia.

Usa il rimedio contro la colite

Nux vomica è il rimedio riarmonizzante della mucosa gastrointestinale; protegge stomaco e intestino dalle infiammazioni e migliora l’attività del fegato, da cui dipende la funzionalità digestiva generale. Nux vomica va assunta in preparato liquido: bevine 10 gocce 3 volte al giorno lontano dai pasti per 15 giorni e, volendo, anche per un mese intero.

Se il gonfiore è determinato da colite cronica, assumi (oltre a Nux vomica) questi altri preparati in gocce: Tormentilla D2 che attenua la colite mucosa e riduce la fermentazione, e Argentum nitricum D8, attivo sulle infiammazioni persistenti. Di ognuno bevi 10 gocce 2 volte al dì a digiuno per 1-2 settimane.

I cibi da eliminare o ridurre

I cibi confezionati con additivi industriali, conservanti, coloranti.

Cosa privilegiare

Frutta e verdura provenienti direttamente dall’orto o da agricoltura biologica e/o biodinamica: mangiane a volontà, meglio cruda che cotta, anche 4-5 porzioni al giorno.

 

A merenda il succo anti adipe

Un ottimo succo dotato di effetti drenanti del tratto gastrointestinale è composto da un pompelmo rosa, un limone e un lime. Per potenziare l’attività depurativa agendo sulla mucosa del colon si può aggiungere un kiwi e frullare il tutto. Assumilo a digiuno a merenda. Se lo trovi acido, dimezza le porzioni e diluiscilo con acqua naturale o del succo di mela trasparente.

A cena le fibre stimolanti

Per attivare l’intestino a cena fai scorta di fibre. Mangia un’insalata di finocchio (diuretici) e olive nere (rassodanti), con aceto di mele e un cucchiaino di olio extravergine d’oliva. Consumala per 7-15 giorni a cena, con un trancio di tonno cotto al vapore o 80 g di ricotta. Per variare, abbina l’insalata a una vellutata di porri.

Col cumino perdi peso mentre dormi

Per alleviare i disturbi fermentativi bevi una tisana che sgonfia la pancia e migliora i processi digestivi, anche mentre dormi.

Miscela 25 g di coriandolo, 25 g di finocchio, 25 g di achillea e 25 g di cumino. Poni un cucchiaio della miscela in infusione per 5 minuti e assumine una tazzina la sera prima di dormire, se vuoi con un cucchiaino di miele.

Se vuoi saperne di più visita le sezioni Erbe e fitoterapia, OmeopatiaDimagrireCiboMangiare sano e Sos salute su Riza.it

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Le fibre che fanno bene alla salute e aiutano a stare in forma

9 maggio 2013 in Obiettivo Benessere

La fibra alimentare è data da residui di cellule vegetali commestibili resistenti agli enzimi digestivi umani.  Con il termine fibra alimentare si intende un insieme di composti di origine vegetale, di natura fisiochimica e complessità molecolare assai diverse caratterizzati dal fatto di essere senza alcuna distinzione, tutti resistenti all’idrolisi degli enzimi digestivi e all’assorbimento. Queste sostanze possono essere fermentate dalla flora batterica del colon, con produzione di metano, anidride carbonica, acqua e acidi grassi volatili (essenzialmente acido acetico, propionico e butirrico). La fibra alimentare si divide i due grandi classi: la fibra solubile e la fibra insolubile.

LA FIBRA SOLUBILE, fermentabile, ha proprietà chelanti, ovvero tende a formare un composto gelatinoso all’interno del lume intestinale; questo gel che si viene a formare aumenta la viscosità del contenuto con conseguente rallentamento dello svuotamento intestinale. Tuttavia le sue proprietà chelanti fanno sì che essa interferisca con l’assorbimento di alcuni macronutrienti (glucidi e lipidi)  riducendo i livelli di colesterolo nel sangue e diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari.

LA FIBRA INSOLUBILE, non fermentabile, assorbe rilevanti quantità acqua aumentando il volume delle feci, che si fanno abbondanti, poltacee e più morbide. Questo permette di stimolare la velocità di transito nel lume intestinale, di conseguenza, diminuire l’assorbimento dei nutrienti. Questo spiega perché la fibra solubile abbia, al contrario di quella insolubile, più azione costipante che lassativa (a meno che non venga assunta insieme a grosse quantità di liquidi).

Funzioni della fibra alimentare

La fibra previene alcune forme tumorali a carico di retto e colon grazie alle sue proprietà igroscopiche (l’acqua trattenuta diluisce le sostanze tossiche presenti nel lume intestinale, inoltre l’aumento della velocità di transito diminuisce il tempo di contatto tra le tossine e la parete intestinale).  Prevenzione e terapia dell’obesità: aumenta il senso di sazietà , interferisce con l’assorbimento di zuccheri e grassi (azione ipocolesterolizzante e ipotriglicerimizzante) e diminuisce la risposta insulinica.  La fibra solubile produce per fermentazione acido proprionico che riduce la sintesi epatica di colesterolo. Inoltre interferisce con il riassorbimento degli acidi biliari con conseguente maggiore utilizzo di colesterolo (il colesterolo è il precursore degli acidi biliari)  da parte del fegato.  Effetti prebiotici: la fibra alimentare stimola la crescita di specie batteriche ad azione probiotica favorendo l’equilibrio della microflora intestinale.

Un’altra differenza tra solubili e insolubili

Per quanto riguarda la diversificazione tra fibre solubili ed insolubili, si può generalizzare affermando che le fibre solubili contribuiscono a controllare glicemia e colesterolemia, mentre le fibre insolubili contribuiscono a regolare le funzioni intestinali.  Un adeguato apporto di fibra alimentare contribuisce a prevenire condizioni ai limiti con la patologia quali dislipidemie lievi, diverticolosi del colon, stitichezza, sovrappeso o altre situazioni, patologiche, come la malattia coronarica, l’aterosclerosi, il diabete, l’obesità e le altre malattie dismetaboliche, i tumori maligni del grosso intestino, la calcolosi della cistifellea.

La fibra alimentare può esercitare un’azione protettiva nei confronti del cancro del colon-retto per i seguenti motivi:

  • la fibra insolubile aumenta la velocità di transito, riducendo la concentrazione di sostanze potenzialmente citotossiche e citolesive e i tempi di contatto con la mucosa intestinale;
  • la fibra solubile riduce il pH intestinale, ciò inibisce l’attività di microrganismi potenzialmente dannosi e favorisce la presenza di quelli benefici, diminuendo la concentrazione nell’intestino di molecole azotate citotossiche;
  • il butirrato (un derivato della fibra alimentare che si forma nell’intestino crasso ad opera della flora batterica locale) infine, potrebbe modulare direttamente la replicazione e la differenziazione cellulare.

Alimenti ricchi di fibre

Legumi, broccoli, carciofi,  mandorle, farine integrali, avena ed in generale tutti gli alimenti di origine vegetale.  La fibra solubile è presente sopratutto in frutta e legumi, quella non solubile in cereali ed in alcuni tipi di ortaggi.  Razione giornaliera raccomandata: circa 20-35 g al giorno (con un rapporto 3/1 tra fibre insolubili e solubili in acqua); per il bambino 5 g al giorno più 1 g moltiplicato per l’età.

Troppa fibra

Esagerare con l’apporto di fibra alimentare può essere pericoloso. Troppa fibra apporta infatti un eccesso di acido fitico, una sostanza che ostacola l’assorbimento di alcuni minerali tra cui il calcio, il selenio, il ferro e lo zinco. Occorre inoltre ricordare che la parte esterna del chicco, che viene normalmente asportata durante la raffinazione, è la più esposta alle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura. Per questo motivo è bene accertarsi della provenienza dell’alimento integrale acquistato, onde evitare l’introduzione di  sostanze dannose per il nostro organismo.

Silvia Trevaini

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Problemi di cuore? Ecco cosa fare

7 maggio 2013 in Obiettivo Benessere

Le malattie cardiovascolari sono oggi le più diffuse patologie nei paesi industrializzati. Come è noto, alimentazione scorretta, fumo, sedentarietà e stress sono considerati fattori di alto rischio. Dalle ultime ricerche emerge che però un dato inaspettato: queste cattive abitudini non sono sufficienti a determinare una malattia cardiaca. Esistono anche altri elementi, altrettanto importanti, che possono esserne causa e che hanno a che vedere con la costituzione della persona, in un’accezione psicosomatica. In tutte le culture il cuore è visto come un punto di intersezione tra mondo emozionale e mondo corporeo e il suo ritmo è messo a dura prova da sentimenti inespressi e irrigidimenti emotivi. Dunque, conoscersi, in senso profondo, acquisendo coscienza di sé, è una fondamentale forma di prevenzione, al pari di un equilibrato stile di vita. In quest’ottica, rimedi e integratori naturali sono alleati di tale consapevolezza. Il cuore è la pompa meccanica del corpo, ma anche la centralina dei sentimenti. Quasi tutte le culture tradizionali gli attribuiscono il significato di centro simbolico dell’affettività, ma anche di cardine della spiritualità e in questo senso è considerato un organo sacro. La pulsazione, in ogni cultura, rappresenta una specie di “impronta digitale” della personalità. Una forte spinta cardiaca, denota un carattere energico, volitivo, il cosiddetto uomo di polso, mentre il polso debole contraddistingue le persone delicate, dal temperamento mite.

Bianco è meglio

Un recente studio a monitorato per 10 anni il consumo di vegetali di più di 20 mila soggetti, verificando gli effetti sul sistema cardiovascolare. Frutta e verdura sono stati divisi in 4 gruppi: giallo/arancio, verde, rosso/viola e bianco. Il risultato è che frutta e verdura di colore bianco hanno un’azione protettiva superiore nei confronti dei problemi cardiovascolari.

La prevenzione è verde

Per Ecco cla prevenzione delle malattie cardiovascolari, esistono numerose erbe amiche. L’achillea è adatta in caso di tachicardia, angina, stasi venosa e ipertensione. Il biancospino ha benefici effetti sul cuore e sull’intero sistema cardiocircolatorio ed è adatto a chi soffre di arteriosclerosi, nervosismo, insonnia, ipertensione. La valeriana va bene in caso di palpitazioni. Nel caso di ipertensione lieve, causata da stress, può essere utile un rimedio omeopatico, la Tilia tomentosa.

Piangi che ti passa

Tra i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari ci sono lo stress e l’eccessivo impegno professionale. Ciò che fa ammalare non è solo il sovraccarico di lavoro, quanto piuttosto il fatto di svolgerlo senza passione, senza entusiasmo. Questo organo viene spesso ostacolato dalla rigidità, dalla paura di lasciarsi andare. Tutti questi sentimenti, protratti nel tempo , rischiano di indebolire e far ammalare il cuore. Cedere alle lacrime, lasciare che la tristezza fluisca nel corpo è indispensabile per la salute e la salvaguardia del cuore..

 

Il magnesio

Regolarizza la pressione e favorisce il rilassamento cardiaco, migliora la circolazione sanguigna e il flusso di ossigeno e sostanze nutritive. La dose giornaliera raccomandata in condizioni normali oscilla tra i 150 e i 500mg, che andrebbero assunti attraverso una dieta equilibrata, ricca di broccoli, spinaci, fagioli, farina d’avena, noci, mandorle, soia, semi di girasole.

Omega 3

Sono i grassi più amati dal nostro organismo, cioè puliscono il sangue dai trigliceridi, prevengono l’eccessiva aggregazione delle piastrine e la conseguente possibile formazione di trombi. Non solo il pesce è fonte di questi preziosi elementi. La risorsa principe è l’olio di lino: ne basta mezzo cucchiaio per fornire 3,3g. Va assunto tutti i giorni, tenendo conto che è un alimento delicato, quindi va conservato lontano da luce e fonti di calore. Va usato sempre a crudo. Inoltre 30 g di noci regalano al corpo 2g di Omega3 . Piccole quantità si trovano anche in  spinaci, broccoli, lattuga, cavolo crudo oppure nei semi di soia.

Contro i radicali liberi

All’origine dei problemi circolatori spesso ci sono i radicali liberi: veri e propri killer delle strutture cellulari considerati responsabili dell’aterosclerosi nonché di tutte le malattie degenerative e dell’invecchiamento. Sono scorie che l’organismo produce naturalmente nel corso dei processi metabolici per la lavorazione delle materie prime. Il colesterolo cattivo, diventa tale quando, presente in quantità eccessive nel sangue per cause naturali o per errori alimentari, si ossida a causa dei radicali liberi, depositandosi sulle pareti delle arterie impedendo la corretta circolazione del sangue. Esiste un coenzima, il Q10, prodotto dal nostro organismo, che impedisce l’ossidazione del colesterolo. Si forma nel fegato, ma con l’invecchiamento si verifica nell’organismo una carenza. Si può assumere con l’alimentazione , ma è disponibile anche sotto forma di integratori.

Silvia Trevaini

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La fragola, una miniera di micronutrienti bruciagrassi

3 maggio 2013 in Obiettivo Benessere

Maggio è il mese delle fragole: dolci, gustose e straricche di antiossidanti, a sorpresa sono anche una ricca miniera di principi attivi preziosi per perdere peso. Per sfruttare al meglio queste virtù, l’ideale è gustarle fuori pasto, a colazione la mattina o come snack

Zuccheri “buoni”, sali e poche calorie

Pur essendo così dolce e appetibile, la fragola contiene poche calorie: appena 30 per etto di fragole. Ha prima di tutto un’azione depurativa e disinfiammante, attiva gli antiossidanti già presenti nell’organismo e ha una marcata azione di stimolo sulle attività metaboliche.

Inoltre le fragole contengono l’acido acetilsalicilico, che riattiva le difese immunitarie (e dunque agisce come un’aspirina naturale) e migliora la funzionalità del microcircolo, con effetti benefici in caso di ristagni venosi, gambe gonfie, cellulite e ritenzione.

La presenza di antociani, potenti antiossidanti naturali che hanno un’ottima azione preventiva sui disturbi cardiovascolari, migliora anche la funzionalità del fegato e dei reni, dai quali dipende la tendenza del corpo a trattenere liquidi e scorie.

Ma non è tutto. Perché grazie alle fragole assumiamo sia vitamine del gruppo B (fondamentali per conservare la pelle elastica) sia soprattutto vitamina C (cinque fragole corrispondo allo stesso contenuto in vitamina C di un’arancia!), che previene cedimenti e smagliature. Inoltre le fragole contengono calcio e magnesio (rinforzanti e anti fame), ferro (rassodante e anti anemico), potassio (dall’azione drenante) ma anche sodio, silice, iodio e bromo, tutti sali che ravvivano il metabolismo.

Infine, con le fragole facciamo scorta di fibre che favoriscono la sensazione di pienezza gastrica, un lento assorbimento degli zuccheri e quindi il mantenimento dell’equilibrio glicemico. Le fragole possono essere assunte anche dai diabetici perché lo zucchero che contengono (il levulosio) bene eliminato facilmente dall’organismo. Non ultimo, la fragola è considerata un alimento anticancro grazie alla presenza di acido ellagico che riduce l’assorbimento delle nitrosammine (tossine tumorali introdotte con cibi e farmaci) a livello dell’intestino.

Combatte gas e fermentazioni

Rinfresca, diuretica e dissetante (contiene il 90% di acqua), la fragola riduce la ritenzione idrica, favorisce la diuresi, facilita il dimagrimento ed è anti stipsi.

Il succo che si ottiene centrifugando una manciata di fragole fresche è un’ottima bibita per i primi caldi. Aggiungendo il succo di un limone si raddoppia la concentrazione di vitamina C e si evitano le fermentazioni.

Meglio piccole e biologiche

Se sono state coltivate senza l’uso di fitofarmaci, le fragole sono più ricche di acido ellagico, acido ascorbico, flavonoidi e minerali. Per questo, prima dell’acquisto, accertiamoci della loro provenienza. In alternativa possiamo acquistare le fragole selvatiche (fragoline di bosco) che non hanno subito alcun trattamento. Spesso le fragole troppo grosse e lucide sono state coltivate con additivi di sintesi. 

Non aggiungere mai lo zucchero!

Le fragole più “dimagranti” sono solo quelle biologiche: devono essere mature al punto giusto e prive di macchie bianche o tracce di muffa. Vanno evitate le fragole acerbe, meno digeribili e meno ricche di nutrienti.

Si lavano (solo prima del consumo e non prima) delicatamente sotto il getto del rubinetto oppure sciacquandole in una bacinella d’acqua senza lasciarle in ammollo. Poi si lasciano asciugare in uno scolapasta. Meglio mangiarle appena lavate e senza aggiungere zucchero bianco che, oltre ad aumentare l’apporto calorico, neutralizza gli antiossidanti contenuti nel frutto. E poi, se la fragole è matura è già abbastanza dolce.

Come prepararle: mangia le fragole con il limone o poche gocce di aceto di mele, per stimolare la diuresi. Oppure frullale con un vasetto di yogurt naturale e una foglia di menta oppure centrifugale con una mela e una banana: ottiene una merenda nutriente, disintossicante e anti gonfiori.

Se vuoi saperne di più visita le sezioni DimagrireCiboMangiare sano e Sos salute su Riza.it

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Weekend di relax e romanticismo alle Terme di Saturnia

30 aprile 2013 in Obiettivo Benessere

Le Terme di Saturnia con la loro lunga tradizione di bagni termali sono il posto ideale dove trascorrere un week-end rigenerante all’insegna della cura della propria persona relax o un soggiorno romantico indimenticabile. Le acque termali dalle famose proprietà curative, gli alti standard delle strutture ricettive ed il personale qualificato vi faranno vivere un’esperienza unica che vi invoglierà a tornare a Saturnia il prima possibile. È  una delle stazioni termali più attrezzate a livello di Beauty Farm, dove la cura del cliente segue sempre alti standard. Vengono proposti programmi che prevedono diete personalizzate, bagni in acqua sulfurea, fanghi, massaggi, trattamenti estetici, fisioterapia. La Sorgente di Saturnia sgorga alla temperatura di 37°C e le sue acque, ricche di plancton termale dalle proprietà terapeutiche attive, sono sulfuree solfato-bicarbonato-calcio-magnesiche con una forte concentrazione di idrogeno solforato e anidride carbonica. Nelle terme vengono effettuati fanghi, bagni e idromassaggi per la cura di reumatismi, artriti e artrosi, di dermatosi di varia natura, di malattie ginecologiche e dell’apparato circolatorio, e infine di malattie stomatologiche come la piorrea alveolare. Inoltre vengono effettuate cure inalatorie per infiammazioni dell’apparato respiratorio. L’acqua usata come bevanda è particolarmente indicata per ottenere benefici a carico dell’apparato digerente, del fegato e delle vie biliari.

LA SORGENTE

L’acqua minerale termale della sorgente di Saturnia sgorga da millenni all’interno di un cratere naturale ad una temperatura costante di 37,5°C. Il continuo ricambio determinato da questo imponente flusso d’acqua permette di mantenere costanti le caratteristiche chimico-fisiche, gli effetti biologici e terapeutici e le condizioni igienico-sanitarie dell’acqua presente nelle piscine. L’acqua di Saturnia è un’acqua minerale propriamente detta, in quanto vi sono disciolti 2,790 gr. di sali minerali ogni litro. La caratteristica principale dell’acqua è la presenza di un grande quantitativo di idrogeno solforato e anidride carbonica. Questi  due gas consentono di definirla come SOLFUREO-CARBONICA-SOLFATA-BICARBONATO-ALCALINO-TERROSA.

GLI EFFETTI BIOLOGICI

Le numerose azioni biologiche esercitate dall’acqua minerale termale di Saturnia dipendono dalle elevate concentrazioni dei sali minerali e dei gas in essa disciolti. L’idrogeno solforato (gas solfureo), in particolare, è in grado di svolgere azioni sull’apparato cardio-circolatorio e respiratorio (vasodilatazione cutanea, riduzione della pressione arteriosa); azioni sull’apparato muscolare e scheletrico (miorilassante, antinfiammatoria) ed azioni a livello delle vie respiratorie (fluidificazione delle secrezioni, antinfiammatorio). Bevuta a digiuno a piccole dosi, infine, può modificare favorevolmente i processi digestivi gastrointestinali. A livello della cute esercita una naturale azione di peeling, con proprietà esfolianti, detergenti ed antisettiche. Alla presenza dell’anidride carbonica sono attribuite principalmente azioni benefiche nei confronti dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio: effetto ipotensivo e aumento dell’ampiezza degli atti respiratori con aumento complessivo della ventilazione polmonare. Occorre inoltre rilevare che, alla sola temperatura dell’acqua di 37,5°C, sono attribuite numerose proprietà: vasodilatazione arteriosa e venosa con aumento dell’attività cardiocircolatoria, rilassamento della muscolatura e riduzione della sintomatologia osteoarticolare.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

  • Dermatologia: acne, eczemi, psoriasi, dermatiti allergiche, dermatosi seborroiche (forfora del cuoio capelluto, comedoni,ecc.), micosi.
  • Otorinolaringoiatria: faringiti croniche, tonsilliti croniche, rinite cronica, rinite allergica, sinusite cronica, sordità rinogena.
  • Odontostomatologia: parodontopatie.
  • Apparato respiratorio: bronchiti croniche, bronchiti asmatiche, asma bronchiale, enfisema polmonare.
  • Apparato locomotore:artrosi nelle varie localizzazioni (lombare, cervicale, dell’anca, ecc.), reumatismo cronico mono e poliarticolare, esiti post-traumatici dell’apparato locomotore (rigidità articolare, artrosi post-traumatiche, mialgie, neuriti), paramorfismi.
  • Apparato digerente: gastriti croniche, stipsi, piccola insufficienza epatica.
  • Apparato vascolare: insufficienza veno-linfatica degli arti inferiori, vasculopatie periferiche.
  • Sovrappeso e dismetabolismi: dislipidemie, diabete, coliti, dispepsia.

Le cure termali in Toscana, hanno una lunga e prestigiosa tradizione. Il Servizio Sanitario Nazionale concede un solo ciclo di cura all’anno. Le cure termali convenzionate con le Terme di Saturnia sono:

•Fangobalneoterapia

•Balneoterapia in vasca

•Cure inalatorie

Per ritenere valida la richiesta-impegnativa del medico curante è necessario riportare correttamente la diagnosi. Per semplificare suggeriamo alcune condizioni riconosciute dal S.S.N. in relazione al ciclo di cure termali, come stabilito dal ex D.M. 15/12/94.

CICLO DI CURA TERMALE

DIAGNOSI

Fangobalneoterapia : osteoartrosi , artrosi diffusa, reumatismi extra articolari, lombo artrosi, cervicoartrosi.

Balneoterapia: psoriasi, eczema, dermatite atopica, acne.

Cure inalatorie: rinite cronica, faringite cronica, laringite cronica, sinusite cronica, sindrome sinuso bronchiale cronica.

Silvia Trevaini

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La colazione giusta per i bambini: dolce o salata, l’importante è non saltarla

25 aprile 2013 in Obiettivo Benessere

La prima colazione è importante per un bambino che va a scuola e dovrebbe coprire fino al 15-20% dell’apporto calorico quotidiano. Giù dal letto e subito via con gli impegni della giornata, a stomaco vuoto o al massimo con una tazza di latte e un paio di biscotti mandati giù di fretta e di malavoglia. Questa abitudine così diffusa è scorretta per un adulto e ancora di più per bambini e adolescenti: in proporzione, dopo il risveglio e il digiuno notturno, l’organismo dei ragazzi ha bisogno di maggiore energia perché deve crescere e deve fare fronte a un’intera giornata a scuola con relativo grande dispendio energetico. Non è consigliabile nemmeno l’atteggiamento opposto, ovvero trasformare il primo incontro con il cibo della giornata in un tripudio di calorie. È bene invece abituare i figli a una giusta ripartizione di “carburante” tra i diversi pasti della giornata.

Perché è importante la prima colazione

Perché serve a spezzare il digiuno, che è proprio il significato letterale del termine ‘colazione’ in molte lingue. Dopo 8-10 ore dall’ultimo pasto, l’organismo umano ha la necessità di accumulare nuove energie. Ma se i bambini saltano la colazione, e spesso anche la merendina di metà mattina, vuol dire che arrivano a digiunare anche 14 ore. È una cosa inaccettabile, che ha conseguenze sull’andamento scolastico. La colazione deve quindi esserci e deve essere adeguata: deve fornire non solo zuccheri semplici, che si smaltiscono in appena un’ora, ma anche zuccheri complessi, vale a dire gli amidi, che danno le energie necessarie per arrivare fino al pranzo. Vanno quindi benissimo il pane e marmellata, ma anche il pane e prosciutto.

Dolce o salata

Se l’alternativa è il rifiuto totale, allora è preferibile seguire i propri gusti, anche se alcuni componenti devono esserci. Ma non necessariamente la colazione deve essere dolce come quella classica italiana, che è ben costruita, perché prevede latte o yogurt e un prodotto da forno, e diventa pressoché perfetta se si aggiunge un frutto o una piccola porzione di macedonia. Anche la colazione all’inglese potrebbe andare bene, ma il problema è il modello culturale: una colazione abbondante funziona quando il pranzo è leggero e la cena è precoce, così come avviene nei Paesi anglosassoni. Non funziona se il pranzo rimane il pasto principale.

Come scegliere i prodotti migliori

Bisogna chiarire che di prodotti industriali ce ne sono di pessimi e altri di accettabili. Il vero problema, però, non sono le merendine, quanto la fissità del consumo. Una certa varietà deve esserci anche nella colazione e non bisogna dare sempre la stessa frutta o lo stesso prodotto da forno. Ma i genitori che vanno di fretta, devono capire che il tempo per fare colazione si trova, perché servono non più di 10 minuti.

Benefici colazione

1. permette al corpo e al cervello di ripartire al meglio perché fornisce un corretto apporto di quei nutrienti (vitamine A, B12, D, acido folico, calcio, ferro) indispensabili per l’accrescimento e le funzioni intellettuali e che spesso non vengono compensati durante la giornata

2. favorisce la capacità di comunicazione da parte di tutta la famiglia, un migliore rapporto con la propria immagine corporea (diminuendo quindi il rischio di disturbi alimentari) e la propensione ad assumere un corretto stile di vita durante la crescita.

La colazione giusta per un ottimo rendimento a scuola

- Proteine e calcio. Una tazza di latte fornisce proteine ad alto valore biologico, calcio per la formazione del tessuto osseo, lipidi, sali minerali e vitamine. Da bere con un cucchiaio di orzo solubile o di cacao.

- Zuccheri. Un cucchiaino di miele per dolcificare il latte. Un cucchiaino di marmellata da spalmare sul pane.

- Carboidrati. Scegliere tra: una o due fette di pane integrale tostato; fette biscottate integrali; un paio di cucchiai di muesli o di fiocchi di cereali; tre o quattro biscotti secchi (i frollini contengono troppi grassi); una fetta di torta casalinga e leggera (senza creme); una brioche (non con la crema ma piuttosto con la marmellata).

- In questo tipo di colazione non c’è frutta perché, abbinata al latte, potrebbe dare problemi di digestione. Date allora un frutto come spuntino per il break di metà mattina.

- Se il bambino o il ragazzo non beve il latte, usare in alternativa lo yogurt, meglio se al naturale e non zuccherato, in modo da poterlo arricchire a piacere con frutta fresca, che apporta altre vitamine e sali minerali e in più è ricca di fibre e di antiossidanti.

Se la mattina non ha fame

Può capitare che il vostro bambino la mattina non abbia appetito. Sappiate che non sta facendo i capricci, ma esprime una risposta naturale del suo organismo. I vari metabolismi del corpo, infatti, non si “alzano da letto” tutti insieme. Gli occhi sono aperti, i muscoli sono pronti, ma lo stomaco sta ancora dormendo. Per molti individui ci vuole circa un’ora dal momento del risveglio alla percezione della fame. In questi casi la soluzione è quella di tenere la colazione come ultima cosa da fare prima che il bambino vada a scuola. Prima si lava, si veste, controlla lo zaino, mette a posto la merenda e poi, per ultima cosa, mangia.

Silvia Trevaini

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