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by Matteo

TEMPO DI CRISI

6 settembre 2012 in Economia

10:38 – Per “la prima volta nella storia del turismo italiano” ad agosto si è registrato un calo di presenze complessive negli alberghi (-1,1%), composto da un -3% di italiani ed un +2,1% di stranieri. Lo afferma il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, secondo il quale a luglio, invece, la flessione complessiva delle presenze alberghiere è stata “pari al 5%, caratterizzata da un -8,9% di italiani ed un +0,2% di stranieri”.

“L’andamento del turismo alberghiero italiano a luglio e agosto di quest’anno (rispetto allo stesso periodo del 2011) fa segnare un risultato a due velocità – spiega Bocca -. Luglio ha mostrato una flessione complessiva delle presenze alberghiere pari al 5%, caratterizzata da un -8,9% di italiani e un +0,2% di stranieri”. Il bimestre luglio/agosto ha quindi segnato un -6% di italiani, a fronte di un +1,1% di presenze di stranieri.

In otto mesi fatturato giù del 10%
I primi otto mesi 2012 (rispetto allo stesso periodo del 2011) fanno segnare una perdita del 2,6% di presenze nel settore del turismo alberghiero, con gli italiani a -5,6% e gli stranieri a +1,2% e un calo di fatturato stimabile attorno al 10% a “causa dei prezzi fermi ormai da 3 anni e di accorte politiche tariffarie difficili da sostenere a lungo”.

La crisi pesa anche sull’occupazione
Le difficoltà si sono fatte sentire anche per chi lavora nel settore turistico: nei primi 8 mesi del 2012 infatti il settore alberghiero ha perso il 2,6% di occupati, rispetto allo stesso periodo del 2011. Si tratta di un “calo generalizzato”, spiegano a Federalberghi, con una perdita del 2,8% per il personale a tempo indeterminato e del 2,5% per quello a tempo determinato.

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Dalla parte delle aziende

6 settembre 2012 in Economia

17:01 – Si è concluso l’incontro delle imprese a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti. “Con il governo c’è stato un clima costruttivo. Noi abbiamo fatto le nostre osservazioni e i ministri presenti hanno risposto in modo molto puntuale”, ha commentato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, aggiungendo che, dopo la riunione si augura un autunno “un po’ meno bollente” e che sia “l’avvio di un colloquio che speriamo possa continuare”.

“Disoccupazione giovanile mi angoscia”
“I dati sulla disoccupazione giovanile, oltre il 35%, come imprenditore e cittadino mi angosciano”. Così il presidente di Confindustria, che ha difeso anche il comparto farmaceutico.

“L’industria farmaceutica non va penalizzata ma sostenuta”. “Abbiamo sottolineato all’esecutivo la situazione di questo settore che ci preoccupa particolarmente – ha aggiunto Squinzi -. L’industria farmaceutica è stata oggetto negli ultimi mesi di numerosi provvedimenti che l’hanno depotenziata. Questo settore è strategico per il paese perché fa ricerca e innovazione e non va penalizzato ma sostenuto”.

Monti: “Abbattere lo spread produttività”
“Oltre allo spread sugli interessi sui titoli di stato, che incide negativamente sul costo del credito e sugli investimenti delle imprese, assume grande rilievo lo spread di produttività, che altrettanto pesantemente incide sulla capacità competitiva aziendale”, è stato l’invito del premier alle imprese.

L’agenda del governo
Il governo dai prossimi provvedimenti continuerà a intervenire su fattori di contesto fondamentali per la produttività e la competitività delle imprese come le infrastrutture (per cui si punta a sbloccare investimenti per un totale di 50 miliardi di euro entro fine legislatura), l’innovazione e la ricerca (con i prossimi provvedimenti sull’agenda digitale), la semplificazione fiscale e l’efficienza della macchina giudiziaria”.

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Nodo occupazione

6 settembre 2012 in Economia

Economia

5.9.2012

foto Ansa

15:31 – Nei primi 8 mesi del 2012 le ore di cassa integrazione autorizzate alle aziende sono state 706,5 milioni con un aumento del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. Lo fa sapere l’Inps diffondendo i dati sulla cassa in agosto. Nel corso dello stesso mese sono stati autorizzati 67 milioni di ore con un aumento del 18,7% rispetto ad agosto 2011.

Anche i dati sulla disoccupazione sono in crescita: le domande di disoccupazione sono cresciute di 176mila unità (+1,42% rispetto a luglio 2011), mentre, per quanto riguarda il periodo gennaio-luglio 2012, l’incremento è stato del 14,8% in più.

Notizie meno pesanti arrivano sui dati della mobilità, in calo del 2,44% rispetto a luglio 2011. Per quanto riguarda i primi sette mesi dell’anno, le domande di mobilità sono state 763mila, il 14% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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incontro all’eliseo

5 settembre 2012 in Economia

16:46 – Con il presidente Francois Hollande “abbiamo potuto constatare e spingere ancora più avanti l’identità di vedute” su rapporti bilaterali e “sul clima da ristabilire per rilanciare l’economia europea nella stabilità dell’Eurozona”. Mario Monti, al termine dell’incontro con il numero uno dell’Eliseo, ha sottolineato la vicinanza dei due Paesi in questo difficile momento, assicurando che tra lui e Hollande c’è “grande sinergia”.

Monti e Hollande hanno assicurato che vigileranno perché Bruxelles riconosca i progressi economici dei Paesi, in modo che siano rimossi gli ostacoli alla discesa degli spread nei Paesi sotto attacco, mentre sul fronte lavoro il premier italiano ha sottolineato che per rilanciare l’occupazione serve una unità d’intenti tra i due attori principali sul tema, imprenditori e sindacati.

Monti: “Realizzare gli impegni del vertice Ue contro lo spread”
“Sono sicuro – ha ripreso Monti – che il presidente Hollande e io veglieremo” affinché i passi avanti compiuti dall’ultimo vertice europeo per combattere lo spread siano “completamente realizzati”. “Occorre – ha precisato – che via via che si realizzino progressi di politica economica” nei rispettivi Paesi “ci sia un riconoscimento da parte della stessa Ue, affinché non persistano i grandi ostacoli degli spread che sarebbero privi di riferimento all’andamento dell’economia”.

“La Tav si farà”
Monti ha poi affrontato il tema della Tav, dicendo: “Sono lieto di apprendere che il vertice bilaterale Francia-Italia avverrà a Lione, altro segno concreto dei due Paesi di dare piena realizzazione all’opera del treno Torino-Lione ad alta velocità”. Il premier ha poi definito la Tav “un’opera fondamentale”.

Hollande: “Prioritario risolvere le questioni Grecia e Spagna”
Alla conferenza stampa post vertice è intervenuto poi il presidente francese Hollande, che ha puntato subito l’attenzione sulle tre tappe cruciali, individuate da lui e da Monti, in questo momento per risolvere la crisi della zona euro. “Far applicare le decisioni del consiglio Ue – ha detto -, risolvere i problemi di Grecia e Spagna e realizzare l’unione bancaria”.

E al riguardo, ha lasciato ben aperta la porta dell’Europa ad Atene dicendo che “se il rapporto della troika riconosce gli sforzi e la credibilità della Grecia, allora senza mettere altri fondi si può vedere di riapplicare il piano di risanamento”.

Monti: imprese e sindacati lavorino insieme per creare lavoro
Monti ha poi affrontato il tema dell’emergenza disoccupazione, dicendo che per rilanciare la produttività e la competitività è necessario che imprese e sindacati “acuiscano gli sforzi” perché “è il momento di lavorare insieme per creare lavoro”. 

Siria, Hollande: serve un governo alternativo
Nel faccia a faccia tra Monti e Hollande è stato affrontato anche il grande tema della Siria, e al riguardo l’inquilino dell’Eliseo ha auspicato un “governo alternativo” da insediare a Damasco, dove “il clan di Assad sta continuando a compiere massacri”.

Monti: “Avviata la concertazione sul dopo Assad”
E anche il premier italiano ha ribadito che “alla luce della situazione sempre più precaria del regime di Assad abbiamo avviato un esercizio di concertazione sul periodo post Assad”.

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Declassata

4 settembre 2012 in Economia

Economia

4.9.2012

foto Ap/Lapresse

06:42 – L’agenzia di rating Moody’s ha rivisto al ribasso l’outlook dell’Unione Europea. Il giudizio è quindi passato da “stabile” a “negativo”. Lo comunica la stessa Moody’s in una nota. Il rating, invece, viene confermato ad Aaa. Moody’s ritiene che sia ragionevole assumere “che il rating dell’Unione Europea si muove in linea con quello dei più forti stati membri considerando i significativi legami fra gli stati membri e l’Unione Europea”.

Infatti la revisione al ribasso dell’outlook ”riflette gli outlook negativi assegnati ai paesi con rating Aaa che sono i maggiori contributori al budget dell’Unione Europea: Germania, Francia, Regno Unito e Olanda, che insieme rappresentano circa il 45% delle entrate del budget europeo”.

”L’outlook dell’Unione Europea può quindi tornare stabile se gli outlook dei paesi chiave con rating Aaa” torneranno a essere stabili, spiega l’agenzia riconoscendo che il profilo di credito dell’Ue è rafforzato dalle ”misure strutturali in atto” e ritenendo ragionevole assumere che la probabilità di un default dell’Ue è pari a quella dei paesi con il rating più alto.

Un eventuale downgrade dell’Ue potrebbe verificarsi se il rating di alcuni paesi venisse ridotto, in seguito all’indebolimento dell’impegno dei paesi membri verso l’Ue e a cambiamenti del quadro di bilancio che conducano a una gestione meno prudente.

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verso un intervento della bce?

4 settembre 2012 in Economia

foto Ap/Lapresse

23:48 – Acquistare titoli pubblici fino a tre anni “sul mercato secondario non costituisce un finanziamento monetario agli Stati”. Mario Draghi lo ha detto nella sua audizione a porte chiuse davanti all’Europarlamento. L’intervento precede di tre giorni la riunione del Consiglio direttivo nel quale la Banca centrale europea dovrebbe decidere se acquistare titoli dei Paesi sotto pressione speculativa.

Merkel: “I mercati non hanno aiutato la gente”
Draghi ha parlato nel giorno in cui per Angela Merkel “è tempo che la politica porti lo spirito dell’economia sociale nella finanza”, anche perché “i mercati finanziari negli ultimi 5 anni non hanno affatto aiutato la gente”. In un intervento pubblico in Baviera, la Cancelliera tedesca ha sottolineato come “in una fase così difficile” i Paesi deboli dell’Eurozona “si sono guadagnati la nostra solidarietà e il nostro augurio per il superamento delle loro difficoltà”. In sostanza, un’apertura di credito della Merkel che ha aggiunto: “Pochi si sono arricchiti e molti, nel mondo, hanno dovuto pagare”.

Intanto, a Bruxelles, Draghi, rispondendo alla domanda di un europarlamentare tedesco, secondo quanto riferito da fonti presenti all’audizione, ha detto: “Io non sono un avvocato, ma l’acquisto di bond a breve rispetta l’interpretazione dei Trattati e non costituisce una violazione dello statuto della Bce”.

Il presidente dell’Eurotower, secondo le stesse fonti, ha poi precisato che non è stato ancora deciso se e quando la Banca centrale europea comprerà bond sul mercato secondario, ma che, “nell’eventualità in cui fosse necessario, lo potrà fare, perché rientra nell’ambito del nostro mandato” e gli Stati per i quali lo farebbe sarebbero sottoposti ad alcune condizioni.

“Mercati più calmi ma c’è ancora incertezza”
Parlando poi della situazione finanziaria e delle Borse, Draghi ha aggiunto che la situazione dell’economia europea si è calmata ma è ancora fragile e resta incerta. Il presidente della Bce ha definito “debole” il dato sulla crescita, pur riconoscendo che è in corso una “graduale ripresa”. Il permanere di rischi riguardo a crescita e inflazione (che dovrebbe tornare sotto il 2% nel 2013), secondo quanto detto da Draghi nell’audizione, rende necessario il mantenimento degli impegni da parte dei paesi dell’euro.

“Unione bancaria, soluzione mista”
Il presidente Bce resta intanto in attesa della proposta della Commissione europea sulla unione bancaria e si è limitato a indicare che “ci sarà una soluzione mista”. Per “mista” Draghi intende il rapporto fra la vigilanza centralizzata nella Bce e l’azione di vigilanza delle autorità nazionali. La proposta della commissione sarà presentata e varata dall’esecutivo Ue la prossima settimana.

Draghi: “Euro irreversibile”
Draghi ha infine ribadito che “l’euro è irreversibile” e che ci sono tutte le intenzioni di mantenere la Grecia nell’Eurozona.

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MALE ANCHE FIAT

4 settembre 2012 in Economia

18:55 – Il mercato dell’auto continua a soffrire in Italia. Le immatricolazioni di nuove vetture ad agosto sono crollate del 20,23% attestandosi a 56.447 unità contro le 70.764 di un anno fa. I dati, diffusi dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, confermano il trend negativo che già a luglio aveva fatto segnare un calo del 21,39%. Nel dettaglio, le nuove immatricolazioni di Fiat Group Automobiles sono scese ad agosto del 20,53%.

Nel mese di agosto sono scesi anche i trasferimenti di proprietà di auto usate, diminuiti del 9,38% a quota 232.908. Nel complesso, nell’ultimo mese il volume globale delle vendite ha interessato per il 19,5% auto nuove e per l’80,5% usate. Considerando i primi otto mesi dell’anno, il mercato del nuovo segna un rosso del 19,86%, fermandosi a 1,224 milioni di unità.

Fiat perde ancora quota
Le nuove immatricolazioni del Lingotto, inclusi i marchi di Jeep, Chrysler, Dodge, scendono ad agosto a 16.689 vetture contro le 21mila di un anno fa. Anche a luglio le vendite del gruppo torinese avevano subito una flessione, pari al 20,83%. Nell’ultimo mese la quota di mercato in Italia di Fiat si mantiene comunque stabile al 29,6%, esattamente come un anno fa. Nei primi otto mesi dell’anno le registrazioni del gruppo risultano pari a 290.840 (-20,2% su base annuale) per una quota del 29,65%, quasi identica all’agosto 2011, quando si era collocata al 29,77%.

Il brand Lancia ha immatricolato in agosto oltre 2.600 vetture per una quota del 4,6%, mentre nell’anno le Lancia registrate sono oltre 51mila per una quota del 5,2%, lo 0,4% in più rispetto ai primi otto mesi del 2011. Lancia Ypsilon si conferma la vettura di punta del brand, sesta nella top ten assoluta delle vendite con una quota del 9,4% nel segmento B. Con 1.600 immatricolazioni, Alfa Romeo ottiene in agosto una quota del 2,9%, la stessa di un anno fa. Nel progressivo annuo il brand registra oltre 30.400 auto per una quota del 3,1%. La Giulietta è ancora una volta tra le dieci vetture più vendute del mese e nelle posizioni di vertice del segmento C con il 14,7% di quota.

Il marchio Jeep immatricola in agosto quasi 300 vetture per una quota stabile allo 0,5%. Nei primi otto mesi dell’anno il brand registra più di 4.600 auto e la quota è dello 0,5%, in crescita di quasi lo 0,1%. Modello di punta del brand è il Grand Cherokee che si conferma tra le vetture più vendute del suo segmento, con una quota del 15,5%.

Quattro ruote in caduta libera
E così non si ferma la caduta del mercato delle quattro ruote. Secondo la Motorizzazione civile, dall’inizio dell’anno sono state immatricolate 981.030 autovetture: il 19,86% in meno rispetto al periodo gennaio-agosto 2011, quando ne furono immatricolate 1.224.096. Nello stesso periodo di gennaio-agosto 2012 sono stati registrati 2.710.168 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -10,90 % rispetto a gennaio-agosto 2011, durante il quale ne furono registrati 3.041.823.

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Diminuzione del 19,9%

3 settembre 2012 in Economia

foto Ansa

13:54 – Nel secondo trimestre 2012 i giovani occupati, tra i 15 e i 34 anni, sono diminuiti di quasi un milione e mezzo di unità (-1.457.000) rispetto allo stesso periodo del 2007, passando da 7 milioni 333mila a 5 milioni 876mila, con un crollo del 19,9%. E’ quanto emerge dal confronto dei dati Istat. Nell’ultimo anno la riduzione èstata di 230mila unità.

Disoccupazione a livelli record, mai così male dal 1999
Il tasso di disoccupazione in Italia, nel secondo trimestre del 2012, risulta pari al 10,5%, in crescita del 2,7% su base annua: si tratta del tasso più alto, in base a confronti tendenziali, dal secondo trimestre del 1999. Lo rileva l’Istat. Il tasso di disoccupazione su base mensile invece a luglio resta stabile al 10,7%, lo stesso livello di giugno, il più alto da gennaio 2004. Su base annua il tasso è in rialzo di 2,5 punti.

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Ritorno dalle ferie

3 settembre 2012 in Economia

12:30 – Raffica di rincari al ritorno dalle ferie per gli italiani: secondo il Codacons solo per gli alimenti si prevede una maggiore spesa di 550 euro a famiglia. Per l’associazione dei consumatori, “la riapertura dei negozi e delle attività commerciali è accompagnato da un aumento generalizzato dei prezzi, mediamente del 5% sui prodotti di largo consumo, con punte fino al +10% per quei beni legati strettamente alle quotazioni dei carburanti”.

Per il Codacons, la benzina è la maggiore colpevole degli aumenti: “L’abnorme aumento dei listini dei carburanti e le sconsiderate accise che gravano su benzina e gasolio, stanno comportando un incremento dei costi che viene scaricato sui consumatori finali”, sottolinea il presidente dell’associazioni dei consumatori, Carlo Rienzi.

Le famiglie, secondo il Codacons, reagiranno ai rincari con “una forte riduzione dei consumi, che di questo passo proseguirà fino a fine anno, costringendo i consumatori ad un Natale gelido sul fronte degli acquisti”.

Prezzi benzina ai massimi storici, ultimo weekend di sconti
I prezzi dei carburanti restano fermi, sia per quanto riguarda i picchi di benzina e diesel (ai massimi storici rispettivamente a 2,019 e 1,852 euro il litro) che le medie stabili (1,929 e 1,812) mentre si allontana la speranza di una discesa visto che ieri sui mercati internazionali si è registrato un rimbalzo che, specie sulla benzina, ha pressoché annullato la precedente discesa.

Con oggi finisce inoltre l’ultimo week end nei quali, nei distributori self, si sono praticati durante l’estate, forti sconti sui carburanti.

Per 8 famiglie su 10 scatta il caro libri
Per più di 8 famiglie su 10 (84%) è scattato l’allarme caro libri. Nuove edizioni di libri da acquistare, figli che esigono nuovi zaini e astucci, tetto di spesa alzato dal ministero dell’Istruzione:  è quanto emerge da un’indagine promossa da Libreriamo.

All’interno della spesa scolastica, la spesa che più preoccupa gli italiani riguarda i libri scolatici (43%), quindi la cancelleria e gli accessori (27%) e gli abbonamenti ai mezzi (13%). Segnalazioni di rincari giungono da diverse associazioni di consumatori secondo cui una famiglia quest’anno spenderà mediamente 100 euro in più rispetto al 2011 per mandare i figli a scuola, di cui una cifra media pari a 507euro (+5%) per l’acquisto di libri e dizionari. 

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Su base annua cresce del 2,7%

1 settembre 2012 in Economia

foto Ansa

11:08 – Il tasso di disoccupazione in Italia, nel secondo trimestre del 2012, risulta pari al 10,5%, in crescita del 2,7% su base annua: si tratta del tasso più alto, in base a confronti tendenziali, dal secondo trimestre del 1999. Lo rileva l’Istat. Il tasso di disoccupazione su base mensile invece a luglio resta stabile al 10,7%, lo stesso livello di giugno, il più alto da gennaio 2004. Su base annua il tasso è in rialzo di 2,5 punti.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a luglio è al 35,3%, in aumento di 1,3 punti percentuali su giugno e di 7,4 punti su base annua. Il ritmo di crescita annuo della disoccupazione giovanile è infatti triplo rispetto a quello complessivo. E’ il tasso più alto, in base a confronti tendenziali, dal secondo trimestre del 1993, inizio delle serie storiche. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 618 mila.

Preoccupa anche il tasso di disoccupazione giovanile in base al sesso (15-24enni), che nel secondo trimestre 2012 tocca un picco del 48% per le ragazze del Mezzogiorno.

Il secondo trimestre registra un calo del numero degli occupati in termini tendenziali dello 0,2% (-48.000 unità). L’aumento dell’occupazione piu’ adulta con almeno 50 anni, soprattutto a tempo indeterminato, si contrappone al persistente calo su base annua di quella piu’ giovane e dei 35-49enni.

Al calo tendenziale dell’occupazione italiana (-133.000 unità) si associa la crescita di quella straniera (+85.000 unità). In confronto al secondo trimestre 2011, tuttavia, il tasso di occupazione degli italiani rimane stabile, mentre quello degli stranieri segnala una nuova significativa riduzione (dal 63,5% al 61,5%).

Infine nel secondo trimestre 2012 i lavoratori dipendenti a termine sono 2 milioni 455 mila, il livello più alto dal secondo trimestre del 1993 (inizio serie storiche). Sommando i collaboratori (462 mila) si arriva a quasi tre milioni di lavoratori precari.

Record anche in Europa
Il tasso di disoccupazione dell’eurozona è di nuovo a livelli record a luglio, con l’11,3%, il livello più alto dalla creazione della moneta unica. Lo ha reso noto Eurostat, che ha rivisto al rialzo il dato di giugno, passato dall’11,2 all’11,3%. Stabile, ma sempre al livello record del 10,4%, il tasso nell’Ue a 27 paesi.